Andrew Ferguson e Matthew McBriar sono due producer e DJ nordirlandesi, originari di Belfast, attualmente con base a Londra. Nel panorama della musica elettronica contemporanea, rappresentano uno dei rari casi capaci di unire la credibilità dell’underground con un successo globale, ridefinendo il concetto di “club music” emotiva, nostalgica e al tempo stesso avveniristica.
Amici d’infanzia dall’età di 8 anni, Andrew e Matthew crescono a Belfast ascoltando generi molto diversi, dal metal degli Slayer al krautrock dei Tangerine Dream, fino alla club culture locale, legata allo storico locale Shine. Nel 2008 inaugurano Feel My Bicep, un blog musicale nato per pura passione collezionistica. Sul sito caricano gemme dimenticate di Italo disco, Chicago house, Detroit techno e rarità synth-pop anni Ottanta e Novanta. Il blog diventa rapidamente un punto di riferimento globale per i crate diggers (i cacciatori di vinili) e getta le basi per la loro identità visiva — incentrata sull’iconico logo a tre petali disegnato da Matt — e sonora.
Il passaggio da blogger/selezionatori a produttori avviene in modo naturale. I primi Ep mettono in mostra un amore viscerale per l’hardware analogico e le sonorità house vecchio stampo. Il salto di qualità arriva nel 2015 con “Just“, “Traccia dell’anno” per Mixmag e DJ Mag. È il pezzo che consolida il loro stile: una combinazione di breakbeat, progressioni melodiche euforiche e una radicata malinconia da fine serata.
Nel 2017 il duo firma con la prestigiosa etichetta indipendente Ninja Tune, inaugurando una fase decisiva della loro carriera. L’album di debutto, “Bicep“ (2017), entra nella Top 20 del Regno Unito e riceve il plauso unanime da parte della critica, sia americana (Pitchfork) che britannica (The Guardian). L’album è un viaggio raffinato che riassume la storia della rave culture britannica, spaziando fra IDM, jungle, house e techno. Al suo interno c’è anche “Glue”, brano, guidato da un breakbeat trascinante e da un vocal loop etereo e nostalgico, certificato platino nel Regno Unito. Il videoclip, diretto da Joe Wilson, mostra i luoghi storici dei rave illegali britannici ormai abbandonati, sigillando il legame tra i Bicep e la memoria della club culture.
Il secondo album, “Isles“, scritto per gran parte in tour e finalizzato a Londra, debutta al numero 2 nella classifica ufficiale degli album più venduti nel Regno Unito e al numero 1 in quella dei vinili. “Isles” esplora le influenze multiculturali assimilate a Londra (vocal della tradizione hindi, cori bulgari), unite alla durezza e all’energia della techno di Belfast. Singoli come “Atlas” e “Apricots” dimostrano la capacità dei Bicep di comporre musica elettronica “da ascolto” che, tuttavia, si trasforma in materiale incendiario durante i set dal vivo. L’album vale al duo due storiche nomination ai Brit Awards (nelle categorie “British Group” e “Breakthrough Artist”).
I Bicep contribuiscono a rivoluzionare il concetto di live elettronico, abbandonando i classici Dj set per dedicarsi a performance basate sulla manipolazione live di sintetizzatori e drum machine, sincronizzate a complessi visual d’impatto (curati dal visual designer Zak Norman/Black Box Echo). Hanno registrato storici sold-out in arene come l’Alexandra Palace di Londra e chiuso come headliner palchi importanti come il West Holts al Festival di Glastonbury. Più volte protagonisti anche in Italia nei cartelloni del C2C di Torino e delle Spring Attitude di Roma.
La musica dei Bicep si fonda su quella che loro stessi definiscono “euforia mista a tristezza”: musica cinetica pensata per muovere i corpi sul dancefloor, ma venata da accordi minori e synth fluttuanti che evocano introspezione e solitudine. Il duo fa ampio uso di hardware analogici vintage, come il Roland TB-303, campionamenti vocali destrutturati e pitchati, e ritmiche spezzate in perfetto stile breakbeat, bilanciando la durezza industriale e la trance euforica della nativa Irlanda del Nord con la profondità cosmopolita e percussiva della scena di Londra.
Nel 2024 il duo ha lanciato una nuova estensione creativa chiamata “CHROMA”, un nuovo show visivo in continua evoluzione (sviluppato con il grafico David Rudnick), il quale precede il ritorno a sonorità più ruvide, sperimentali e marcatamente orientate al club sponda underground. Una serie di singoli centellinati nell’arco di oltre un anno, che fungono da colonna sonora portante del pirotecnico light show, verranno poi raccolti a novembre del 2025 nella compilation “CHROMA 000“.
In parallelo, i Bicep si sono dedicati a un’idea completamente diversa. Contattato nel 2022 da un’organizzazione benefica per una spedizione-studio in territorio artico, Andy Ferguson trascorre due settimane in Groenlandia, entrando in contatto con le problematiche del luogo (in particolare le mutazioni causate dallo scioglimento dei ghiacci) e assistendo alle performance dell’Arctic Sounds Festival, dove conosce numerosi musicisti dell’area. Nasce in quei giorni il piano per realizzare un progetto condiviso, nel quale far confluire storie di vita dal Circolo Polare, unendo riprese video a una colonna sonora in grado di supportare le musiche e i linguaggi del territorio, utilizzando anche suoni naturali registrati in presa diretta. Il risultato finale si concretizza in un’installazione multimediale immersiva, frutto dell’intervento del regista Charlie Miller e del visual artist Zak Norman. Di fatto un lungometraggio che esplora le comunità, la cultura, la quotidianità e le sfide affrontate dagli artisti indigeni e dalla popolazione del luogo: come si vive in prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici. Le musiche, prodotte dai Bicep in collaborazione con sette artisti della regione, sono il fulcro di “Takkuuk”, nel quale l’ipnotica e avvolgente musica elettronica del duo nordirlandese integra in maniera naturale i suoni grezzi del territorio (vento, ghiaccio, canti tradizionali inuit), gli strumenti e le voci dei musicisti locali. Musica, clima e identità, saldamente uniti, con focus su uno dei luoghi più vulnerabili del pianeta, un racconto potente che si estende a Svezia, Norvegia e Canada, intrecciando paesaggi, tradizioni e testimonianze. “Takkuuk” lascia spazio alle voci delle popolazioni indigene, esplorando temi come l’emarginazione, lo sfollamento e l’impatto diretto che la crisi climatica ha sulla quotidianità locale. La cantante sami Katarina Barruk, il rapper groenlandese Tarrak, il duo di throat-singing Silla, la band metal Sound Of The Damned, i producer Andachan e Niilas, la formazione indie Nujia conferiscono nuovi orizzonti ai suoni dance oriented dei Bicep, questa volta meno densi di drop e crescendo, ma ancor più attenti a caricarsi di suggestive rarefazioni ambient profondamente descrittive. Perché la club culture oggi possa farsi promotrice di severi atti di denuncia.
2017 – Bicep (Ninja Tune)
2021 – Isles (Ninja Tune)
2025 – Chroma 000 (Chroma)