Phil Collins

30-03-2026
Phil Collins è un cantautore, batterista e musicista britannico, noto sia come solista sia come componente della storica band dei Genesis.
Nato a Chiswick, quartiere sudoccidentale di Londra, il 30 gennaio 1951, Philip David Charles Collins scopre la sua “vocazione” musicale all’età di 5 anni quando gli zii gli regalano una batteria giocattolo in occasione del Natale; piú tardi i genitori gli comprano batterie vere, sempre piú complete. A 12 anni fonda il suo primo complesso. A 14 anni entra nella Barbara Speake Stage School, dando inizio a una carriera come attore e modello. Appare come comparsa per pochi secondi nel film sui Beatles "Tutti per uno". Nel 1970 suona le percussioni nella canzone "Art Of Dying", contenuta nel disco "All Things Must Pass" di George Harrison. Con il suo gruppo The Freehold scrive la sua prima canzone, "Lying Crying Dying".
La sua prima incisione giunge con i Flaming Youth, per cui suona come batterista nell’album "ARK 2", concept-album ispirato allo sbarco sulla Luna. Ma non è un successo e, dopo un anno, il gruppo si scioglie.
La svolta nella sua carriera avviene quando risponde a un annuncio su una rivista musicale (Melody Maker) ottenendo la possibilità di partecipare a un'audizione per entrare a far parte dei Genesis.

La sua abilità con lo strumento fa di lui il "drummer" ideale per la band di Peter Gabriel. Collins resta batterista dei Genesis a partire da "Nursery Cryme" (1971). La band si muove nel progressive rock più visionario e teatrale, e Collins si distingue per il suo stile energico e sofisticato. Un anno dopo l'uscita del concept-album "The Lamb Lies Down On Broadway" (1974), Gabriel decide di abbandonare il gruppo e Collins ne prende in mano le redini, diventandone cantante e leader a partire da "A Trick Of The Tail" del 1976, conservando anche il ruolo di batterista in studio (per le esibizioni live, i Genesis chiameranno prima Bill Bruford e successivamente Chester Thompson). Con il contributo di Collins, il suono del gruppo si trasforma progressivamente verso una dimensione più accessibile e melodica, senza però perdere il tocco raffinato che aveva caratterizzato i Genesis sin dagli esordi. Album come "A Trick Of The Tail", "Duke", "Mama" e "Abacab" segnano questa evoluzione, mentre il successo planetario di "Invisible Touch" (1986) sbarca definitivamente in territori pop-rock.

Parallelamente, negli anni Ottanta, Phil Collins avvia una carriera solista di enorme impatto. Il debutto con "Face Value" nel 1981 contiene "In The Air Tonight", un brano divenuto iconico per il suo crescendo drammatico e l’indimenticabile assolo di batteria. Il disco segna l’inizio di una serie di successi straordinari che lo porteranno ai vertici delle classifiche internazionali con lavori come "Hello, I Must Be Going!", "No Jacket Required" e "…But Seriously". La sua voce emotiva, le melodie accattivanti e un mix di pop, rock e R&B lo rendono un punto di riferimento per la musica degli anni Ottanta e Novanta. Brani come "Against All Odds", "Sussudio", "One More Night" e "Another Day In Paradise" diventano veri e propri inni del periodo.
Nel 1985 Collins produce il terzo disco solista del cantante Philip Bailey degli Earth, Wind & Fire, "Chinese Wall", che include al suo interno un duetto tra i due artisti, "Easy Lover", che raggiunge il primo posto nel Regno Unito. Nel novembre 1984 si unisce al progetto benefico Band Aid creato da Bob Geldof, suonando la batteria nel singolo "Do They Know It's Christmas?", distribuito allo scopo di raccogliere fondi per combattere la carenza di cibo in Etiopia.
La sua versatilità lo porta anche a comporre colonne sonore di grande impatto, come quella per il film Disney "Tarzan" del 1999, che include il celebre "You'll Be In My Heart", vincitore dell’Oscar come miglior canzone originale. Il talento di Collins non si ferma alla musica: negli anni si cimenta anche come produttore e attore, collaborando con artisti di rilievo come Eric Clapton, Robert Plant e Philip Bailey.
Poco dopo il tour che segue la pubblicazione dell'album "We Can't Dance", nel 1995, Collins annuncia l'abbandono definitivo dei Genesis, che senza di lui incideranno un solo altro album, con scarsa fortuna. L'anno seguente, pubblica "Dance Into The Light". Il tour che lo segue sarà un enorme successo, suggellato nel 1998 dall'uscita della raccolta "Best Of".

Negli anni Duemila, problemi di salute e un progressivo peggioramento delle condizioni fisiche lo costringono ad abbandonare la batteria e a rallentare l’attività musicale.
Il 19 ottobre 2009 Collins dichiara di non poter più suonare la batteria, a causa della perdita di sensibilità alle mani, dopo un'operazione chirurgica a una vertebra.  Il suo ritorno sulle scene con il tour dall'autoironico titolo "Not Dead Yet" nel 2017 dimostra quanto il pubblico lo ami ancora. Purtroppo, però, la malattia avanza e il 26 marzo 2022, durante l'ultimo concerto del tour alla O2 Arena di Londra, Collins si presenta sul palco camminando con l'aiuto di un bastone e annuncia il suo ritiro definitivo dalle scene, a causa dei problemi alla schiena che non gli consentono più di suonare. "Ok, suoniamo qualcosa prima che mi vengano gli occhi lucidi", commenta Collins emozionato sul palco.