Gli Sweet (originariamente The Sweet) sono stati una delle band più rappresentative del
glam rock britannico degli
anni 70, noti per la loro capacità di coniugare un’estetica vistosa e teatrale con una scrittura pop dal forte impatto melodico e ritmico. Nato a Londra nel 1968, il gruppo trovò la sua formazione classica con Brian Connolly (voce), Andy Scott (chitarra), Steve Priest (basso) e Mick Tucker (batteria), imponendosi come una delle forze trainanti del glam più radiofonico e allo stesso tempo più robusto.
Dopo alcuni singoli minori pubblicati a nome The Sweetshop, la svolta arrivò nel 1971 grazie alla collaborazione con gli autori/produttori Nicky Chinn e Mike Chapman, fautori di un pop rock ultra-catchy pensato per dominare le classifiche. Il primo grande successo fu "Funny Funny", seguito da una serie impressionante di hit come "Co-Co", "Poppa Joe", "Little Willy" e "Wig-Wam Bam", che definivano uno stile in cui dolcezza pop e chitarre glam si fondevano con brillantezza.
Fu però con "Block Buster!" (1973) che gli Sweet esplosero a livello internazionale, scalando le classifiche britanniche e ponendosi in diretta concorrenza con
T. Rex e Slade. Il brano, fortemente influenzato dal glam più teatrale, aprì una stagione d’oro culminata in successi come "Hell Raiser", "The Ballroom Blitz" e "Teenage Rampage", che abbinavano energia
hard rock a ritornelli irresistibili e una spettacolarità da palcoscenico.
Nel 1974 uscì "Sweet Fanny Adams", primo album interamente composto dalla band, con un suono decisamente più
heavy rispetto alle hit da classifica: brani come "Set Me Free" e "Rebel Rouser" testimoniano un’intenzione precisa di guadagnare credibilità musicale oltre l'immagine glitterata. L’anno successivo fu pubblicato "Desolation Boulevard", considerato uno dei capolavori del
glam rock, che includeva sia materiale più raffinato che classici come "Fox On The Run" e una nuova versione di "The Ballroom Blitz", orientata al mercato statunitense.
La seconda metà degli
anni 70 segnò un progressivo allontanamento dallo stile dei primi successi: "Give Us A Wink" (1976) e "Off The Record" (1977) accentuarono le influenze hard rock e
progressive, ma ottennero minori riscontri commerciali. In questo periodo, però, la band piazza una delle sue prodezze: il singolo "Love Is Like Oxygen" (1978), che segna un allontanamento dalle precedenti produzioni della band, aprendosi agli archi e ad alcuni elementi disco, soprattutto nella versione estesa del brano presente nell’album "Level Headed" (6 minuti e 57 secondi).
Dopo l’uscita di Connolly nel 1979, la band pubblicò "Cut Above the Rest" (1979), "Waters Edge" (1980) e "Identity Crisis" (1982), album apprezzati soprattutto dai fan più fedeli, ma segnati da un declino d’interesse generale.
Gli Sweet si sciolsero nel 1982, ma da allora il loro nome è stato mantenuto in vita da varie formazioni parallele guidate da membri originali: Brian Connolly con i suoi “New Sweet”, Steve Priest con un suo gruppo negli Stati Uniti, e infine Andy Scott, che dal Regno Unito ha portato avanti l’eredità musicale più stabile e riconosciuta, proseguendo ancora oggi con tour e nuove pubblicazioni, tra cui "New York Connection" (2012), un disco di cover reinterpretate in chiave glam rock.
L'eredità degli Sweet è stata spesso sottovalutata dalla critica, ma rivalutata col tempo per la capacità del gruppo di mescolare istinto pop, forza hard rock e un’attitudine teatrale anticipatrice dell’estetica di molti gruppi futuri. Brani potenti come la hit "Love Is Like Oxygen", uno dei loro ultimi grandi successi internazionali, testimoniano la loro abilità nel muoversi tra stili diversi senza perdere identità.
Gli Sweet hanno venduto oltre 35 milioni di dischi nel mondo e restano una pietra miliare della
stagione glam, capaci di influenzare generazioni di artisti e di mantenere viva l’energia e il colore del rock britannico degli
anni 70.