Fabio Frizzi

06-10-2024

Compositore e autore, nonché fratello del compianto conduttore televisivo Fabrizio Frizzi, scomparso nel 2018, Fabio Frizzi ha firmato alcune delle colonne sonore più iconiche della musica italiana. Tra le sue opere più celebri troviamo la colonna sonora di "Fantozzi" e, curiosamente, un suo brano tratto dal film "Sette note in nero" è stato inserito da Quentin Tarantino in "Kill Bill Vol. 1". La sua collaborazione con il regista Lucio Fulci lo ha consacrato nel genere horror, tanto che negli Stati Uniti è nato un vero e proprio culto attorno alle sue musiche. Lo abbiamo incontrato a Genova, in occasione del ProgFest 2024, e ne è nata questa breve chiacchierata.

Ciao Fabio, dato che ci troviamo a Genova non posso non chiederti del tuo rapporto con la città e della colonna sonora di “Fantozzi”, il personaggio creato da Paolo Villaggio, hai dei ricordi particolari in merito alla realizzazione della soundtrack?
Genova purtroppo non l'ho mai frequentata, anche se ho avuto amicizie locali e tra l'altro uno dei miei miti era Fabrizio De André, ma non sono mai riuscito a incontrarlo. In quel periodo, era il 1974, io avevo 23 anni , ero entrato in questo gruppo in trio e fu davvero un terremoto per la mia vita! Il primo “Fantozzi” andò davvero bene, anche il secondo, fu epocale e di conseguenza la vita mi cambiò perché se ne accorsero tutti. In realtà la colonna sonora la composi da solo e non con il trio e da quel momento incominciai anche a capire che si poteva guadagnare qualcosa con la musica e il cinema. Paolo Villaggio lo conobbi a casa sua, anche lui come Fabrizio era uno dei miei miti (e fra l'altro si frequentavano), io ho la mia personale idea su Paolo, che magari molti non condividono: intanto era una persona di una profondità straordinaria, aveva le idee chiare, anche politicamente, e Fantozzi è una dichiarazione di guerra sociale. Con lui poi ci siamo visti poco ma sentiti spesso, e per l'ultimo film della saga di Fantozzi ha voluto me di nuovo. Inoltre era una persona molto pacata, ma come tutti i tranquilli quando li si fa arrabbiare esplodono!

Com'è cambiato il tuo metodo di registrazione dagli inizi a oggi? E cosa ne pensi dell'intelligenza artificiale?
Credo che non ci sostituirà mai, ci potrà aiutare o magari dar fastidio un po', però credo che il rapporto umano, come stiamo facendo adesso, ci arricchisca costantemente. Pensa che il titolo di uno dei miei master si chiama 50 = 500, vale a dire l'evoluzione tecnologica in 50 anni rispetto a prima è stata di 10 volte tanto infatti oggi tecnologicamente ci troviamo nel 2424. Io ho la fortuna di avere tutta quella esperienza del passato, tagliare i nastri, ad esempio, che mi è molto utile anche adesso.

Ti esibisci dal vivo al Porto Antico di Genova con il tuo progetto Frizzi 2 Fulci: cosa ti ha spinto a suonare nuovamente queste musiche ?
Guarda, io navigavo in un momento triste del cinema italiano, ho fatto molta fiction, ma io amo il cinema e purtroppo ho capito che il tutto stava scemando. Poi un giorno Antonella Fulci (figlia di Lucio Fulci, ndr), mi consigliò di iscrivermi a Facebook, io ero dubbioso ma poi lo feci, mi iscrissi, e iniziai a vedere qualche richiesta di amicizia, poi un giorno mi scrisse una persona di Montreal chiedendomi se fossi davvero “il Frizzi dei film di Fulci”, dato che avevo solo 10 amici tra i contatti! Da lì poi è successo di tutto, gente che mi scriveva dalla Francia, Spagna, Usa, qualcuno pensava addirittura che io non esistessi ma fossi solo un nome fittizio! Rilasciai delle interviste e un giorno incontrai per caso Antonella e si decise di fare un tributo a Fulci. Dato che mia figlia abitava in Inghilterra, mi mise in contatto con un personaggio importante del posto per farmi fare un concerto e suonammo alla Chapel davanti a 850 persone! Non ci credevo. Da li è partito tutto il tour, America, di nuovo Inghilterra, e recentemente persino Libano (prima dei tragici fatti attuali, ndr). È un grande onore, anche perché io Lucio lo adoravo.

La colonna sonora più difficile che hai composto per Fulci?
Sicuramente “Zombi 2”. Lucio mi chiamò e mi disse che doveva dirigere un film horror, gliel'avevano commissionata dopo varie rinunce da parte di altri registi come Castellari, Lucio voleva coinvolgermi perché si era trovato bene, però per me fu difficile perché non avevo mai composto musiche per film dell'orrore. Il film mi piacque tantissimo ma dovetti cercare idee, ad esempio il tema caraibico fu molto divertente da scrivere, un merengue che raccontava l'isola degli zombi e all'inizio si chiamava “Zombone merenguero prima” gridato dal batterista alle prove!

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