"2.1.0.2." è il nuovo video della band bolognese Le Strade, che chiude la trilogia cominciata con l'allucinazione di "A.M.F.", e proseguita con il sogno di "Sonny". Ora con "2.1.0.2." si racconta un incubo, quella della prigionia, ricordando una figura come quella di Pier Paolo Pasolini, lui stesso simbolo di un certo modo di intende la prigionia. Nel video, che vede la regia di Alex Scorza, sono presenti citazioni di: Pier Paolo Pasolini, Primo Levi, Mario Monicelli e Ghiannis Ritsos, oltre ad un campionamento della voce di George Orwell.
Che cosa significa prigionia? E che cos'è la prigionia? Sempre e soltanto una condizione d'accettazione. Ma, ancora, se la prigionia è accettazione, allora anche l'incubo è una scelta consapevole, l'ennesima fuga che Alessandro Brancati ha voluto raccontare. E si fugge sempre da qualcosa, da qualcuno - qui si fugge dal futuro, dal presente, e certo dal passato. Ed è "un romanziere del Novecento" che ci avverte, che c'insegna. È George Orwell, che scrisse 1984 nel 1948; così Brancati racconta il suo 2.1.0.2 nel 2016, proiettandosi (vedendosi e venendoci) in un freddo bianco e nero, dove si nasconde violenza, prigionia, desiderio di fuga. Che cos'è prigionia? È censura, è solitudine, abbandono. "Scandalizzarsi è un diritto", diceva Pasolini. Ma ci ricorda anche che chi ottiene la libertà, poi non sa cosa farsene. Scandalizzare, scandalizzarsi, é dubitare, mettere in discussione. E se si fanno domande, non si è liberi. Ma sappiamo davvero cosa farcene?
Music Video by Le Strade performing '2.1.0.2.'
brano tratto da "Poco Tempo Per Sopravvivere" Ep
Da un'idea di Alex Scorza e Alessandro Soggiu
Testo: Alessandro Brancati
Musiche: Alessandro Brancati/Le Strade
Registrato presso Lo Studio Spaziale
Produzione artistica: Alessandro Brancati/Roberto Rettura
Citazioni di: Pier Paolo Pasolini, Primo Levi, Mario Monicelli e Ghiannis Ritsos, con la voce di George Orwell.
Una produzione FREIM e Le Strade
Regia: Alex Scorza
DOP e operatore camera: Stefano De Pieri
Montaggio: Alex Scorza
Make up: Sarah Karamzadeh
Costumi: Alessandro Soggiu
Scenografia: Ilenia Burtoli, Jennifer Leoni e Alessandro Soggiu