“In ‘oiuB’ è racchiusa la voglia di Znít di perdersi per il gusto (o anche sfida) di ritrovarsi” spiega Nicodemo. “Il disordine, quello apparente, il caos organizzato, il rumore addirittura piacevole. In ‘oiuB’ è descritta la disregazione emotiva, quella che spesso risulta instabilità e contemporaneamente l’urgenza della reazione. Pochi minuti, un po’ come le tempeste lampo che avvengono per dar spazio alla quiete”.
“Questo pezzo è un po’ l’idiosincrasia per la licenza poetica come concetto di gratuità nell’utilizzo delle parole, che porta al buio” aggiunge Rosario Memoli. “E allora come dei surrealisti d’altri tempi caviamo le parole dal cappello e le mettiamo insieme fino a dir nulla e dirlo al contrario”.Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.