Terzo giro per “Blanca” e terzo ritorno dietro le quinte per i Calibro 35. La formazione milanese, con Massimo Martellotta, Enrico Gabrielli, Fabio Rondanini e Tommaso Colliva, continua a muoversi nel territorio che le è congeniale: la colonna sonora come laboratorio, spazio dove il retro-funk d’archivio, l’eredità poliziottesca e le ossessioni cinematografiche trovano nuova linfa nel dialogo serrato con immagini e personaggi.
La serie tv prodotta da Lux Vide per Rai Fiction in onda su Rai 1 dal 29 settembre segna non solo il ritorno della detective ipovedente interpretata da Maria Chiara Giannetta, ma anche l’evoluzione di un mondo sonoro che i Calibro hanno imparato a scolpire con precisione artigianale. Nella soundtrack della terza stagione si incrociano tensioni noir e aperture melodiche, groove urbani che restituiscono un’immagine inedita di Genova e canzoni che si muovono lungo il crinale sottile tra dramma televisivo e pop d’autore.
Se nelle prime due stagioni il suono dei Calibro era soprattutto un marchio di fabbrica, retro funk ad alta tensione, pattern ritmici incalzanti, orchestrazioni che si inserivano come commento quasi invisibile, qui il discorso si allarga: nuovi temi per i personaggi inediti, nuove atmosfere per scene del crimine e indagini, fino a incursioni più liriche. Due brani vocali si prendono la scena: “Drowning & Burning”, con Davide Shorty a dare profondità soul e un respiro internazionale alla colonna sonora; e “Serenade of the White Shark”, una ninna nanna oscura interpretata da Elisa Zoot che ricorda più atmosfere alla Nico che la canzone da prime time.
La scrittura musicale diventa così parte integrante del racconto, oscillando tra tensione e malinconia, groove e sospensione. In questo senso i Calibro sembrano aver trovato la formula perfetta: mantenere una forte identità stilistica, riconoscibile fin dalle prime battute, ma saperla declinare al servizio delle immagini evitando l’effetto pastiche da repertorio.
“Cinque anni fa ‘Blanca’ è stata la nostra prima esperienza nel mondo delle serie”, racconta la band. Oggi con Nicola Abbatangelo dietro la macchina da presa e un cast ormai familiare, da Giuseppe Zeno a Enzo Paci fino a Ugo Dighero, questo ritorno a Genova suona come la conferma di una maturità acquisita. I Calibro 35 dimostrano di saper gestire il formato seriale senza rinunciare alla loro grammatica sonora, quella miscela di groove nervoso e scrittura evocativa che continua a farli apparire come un unicum nel panorama italiano.