Sarà affidata ai Cure la chiusura del Firenze Rocks 2026 per uno degli appuntamenti live più attesi della stagione. La band guidata da Robert Smith salirà sul palco della Visarno Arena domenica 14 giugno per l’ultima serata del festival fiorentino. Reduce da un periodo particolarmente positivo, la formazione britannica è tornata sotto i riflettori grazie al successo di “Songs Of A Lost World“, album che ha segnato il suo ritorno discografico dopo sedici anni e che ha conquistato anche due Grammy Awards nel 2026, imponendosi nelle categorie dedicate alla musica alternativa.
Ad aprire una giornata che si preannuncia imperdibile, anche gli scozzesi Mogwai, pionieri del post-rock globale. Insieme a loro The Twilight Sad, tra le band più intense e amate della scena alternativa britannica (anche da parte di Robert Smith, che ha di recente collaborato con loro nell’album “It’s The Long Goodbye“, che è stato anche nostro disco del mese) e gli irlandesi Just Mustard, tra i nomi di punta della nuova scena shoegaze.
Gli orari della giornata
Il programma ufficiale diffuso dagli organizzatori prevede dunque tre esibizioni prima dell’arrivo dei Cure:
La scaletta
Grande attesa anche per la scaletta che Robert Smith e compagni proporranno sul palco. Detto che le novità con i Cure sono sempre all’ordine del giorno, ci basiamo sulla setlist eseguita a Nickelsdorf (Austria), al Blue Stage at Pannonia Fields II, per segnalarvi una possibile scaletta del concerto dei Cure a Firenze Rocks.
Encore
Boys Don’t Cry
Plainsong
Prayers For Rain
Disintegration
Three Imaginary Boys
La line-up
Naturalmente non sono escluse variazioni rispetto alle date precedenti, ma è probabile che il concerto di Firenze mantenga un’impostazione simile, alternando il materiale dell’ultimo album ai grandi classici che hanno definito il percorso della band britannica.
Sul palco ad affiancare Robert Smith saranno il bassista Simon Gallup, presenza fondamentale nell’identità sonora dei Cure fin dagli anni Ottanta, il batterista Jason Cooper, entrato nel gruppo nel 1995, il tastierista Roger O’Donnell e il chitarrista Reeves Gabrels, già collaboratore di David Bowie e membro stabile della formazione dal 2012. Durante il concerto al Primavera Sound, a loro si è riunito anche Eden Gallup, figlio di Simon, prendendo il posto lasciato libero dal compianto Perry Bamonte, chitarrista e tastierista della band, scomparso lo scorso dicembre all’età di 65 anni dopo una breve malattia.
Nati alla fine degli anni Settanta, i Cure hanno costruito una delle discografie più importanti della musica contemporanea. Da “Three Imaginary Boys” alla trilogia gotica “Seventeen Seconds” – “Faith” – “Pornography“, dal colossale “Disintegration“, passando per “The Head On The Door”, “Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me” e “Bloodflowers”, il gruppo inglese ha influenzato generazioni di artisti, lasciando un segno profondo tra post-punk, darkwave, new wave e rock alternativo.