The Cure: Eden Gallup, figlio di Simon, debutta nella line-up e raccoglie l’eredità di Bamonte. Tutte le date del tour e i nuovi brani in scaletta

11-06-2026

I Cure continuano a guardare avanti, tra nuovi album in arrivo, cambiamenti nella formazione dal vivo e scalette sempre più ricche di sorprese. Mentre in una recente intervista Robert Smith ha recentemente confermato di avere già completato un nuovo disco e di lavorare parallelamente a “un secondo lavoro dai toni più pop e luminosi”, la band sta attraversando una delle fasi più dinamiche degli ultimi anni.
La novità più evidente riguarda la line-up live. Sul palco del Primavera Sound di Barcellona ha debuttato stabilmente Eden Gallup, figlio dello storico bassista Simon Gallup. Il giovane musicista ha affiancato Robert Smith, Simon Gallup, Jason Cooper, Roger O’Donnell e Reeves Gabrels, raccogliendo l’eredità lasciata da Perry Bamonte, scomparso lo scorso dicembre all’età di 65 anni.

Eden Gallup - Robert Smith

La traiettoria di Eden Gallup presenta una curiosa somiglianza con quella di Bamonte. Quest’ultimo entrò infatti nell’universo dei Cure come roadie e tecnico delle chitarre di Robert Smith nel 1984, prima di diventare membro effettivo nel 1990 e di rientrare nel gruppo nel 2022 per il tour “Shows Of A Lost World”. Nel corso della sua carriera con la band ha suonato chitarra, basso a sei corde e tastiere, contribuendo ad album come “Wish”, “Wild Mood Swings”, “Bloodflowers”, “Acoustic Hits” e “The Cure“.

Anche Eden aveva già avuto modo di dimostrare il proprio valore. Nel 2019, durante il Fuji Rock Festival in Giappone e successivamente all’Austin City Limits Festival, sostituì il padre al basso quando Simon Gallup fu costretto a rinunciare ai concerti per motivi personali. All’epoca Smith spiegò che il giovane si occupava abitualmente dell’accordatura degli strumenti del padre e che, dopo una rapida prova, era riuscito a salire sul palco senza problemi.

Nel frattempo, i concerti estivi stanno offrendo una continua riscoperta del repertorio della band. Al Primavera Sound, i Cure hanno proposto un set di 29 brani nel quale sono riapparsi pezzi raramente eseguiti negli ultimi anni. “2 Late” e “Wrong Number” sono tornate in scaletta per la prima volta dal 2019, “alt.end” mancava dal 2018 e “Mint Car” dal 2016. È ricomparsa anche “Burn”, con Robert Smith che ha ripreso a utilizzare il doppio flauto durante l’esecuzione.
Due giorni dopo, al North Festival di Porto, le sorprese sono continuate. La band ha riproposto “Treasure” da “Wild Mood Swings” per la prima volta dal 2013 e ha aperto il primo bis con “In Your House”, assente dai concerti dal 2011. Il segmento finale dello show si è trasformato in un omaggio a “Seventeen Seconds”, con “In Your House”, “M”, “Play For Today” e “A Forest” eseguite consecutivamente.

Tra gli episodi più inattesi delle ultime settimane c’è anche la collaborazione con Olivia Rodrigo. Durante il Primavera Sound, la cantante ha invitato Robert Smith sul palco per presentare in anteprima “What’s Wrong With Me”, un duetto inedito che rappresenta il primo brano della sua carriera realizzato con un artista ospite. L’incontro arriva dopo la partecipazione di Smith al concerto di Rodrigo a Glastonbury nel 2025, quando insieme interpretarono “Friday I’m In Love” e “Just Like Heaven”. Le registrazioni di quelle performance sono state successivamente pubblicate dalla BBC e i proventi destinati a favore di Médecins Sans Frontières.
Per una band che aveva lasciato trascorrere sedici anni tra un album in studio e l’altro prima di pubblicare “Songs Of A Lost World”, il presente appare sorprendentemente ricco di attività. Tra nuovi progetti discografici, una formazione dal vivo rinnovata e concerti che continuano a scavare nelle pieghe meno prevedibili del repertorio, i Cure sembrano determinati ad aprire un nuovo capitolo della loro storia ormai quasi cinquantennale.

Le prossime date del tour 2026 dei Cure

  • 12 giugno – Nickelsdorf (Austria), Nova Rock
  • 14 giugno – Firenze, Firenze Rocks
  • 20 giugno – Landgraaf (Paesi Bassi), Pinkpop
  • 21 giugno – Newport (Regno Unito), Isle Of Wight Festival
  • 24 giugno – Cardiff (Regno Unito)
  • 26 giugno – Dublino (Irlanda)
  • 28 giugno – Belfast (Regno Unito), Belsonic
  • 1 luglio – Roskilde (Danimarca), Roskilde Festival
  • 3 luglio – Gdynia (Polonia), Open’er Festival
  • 5 luglio – Werchter (Belgio), Rock Werchter
  • 8 luglio – Trenčín (Slovacchia), Pohoda Festival
  • 10 luglio – Berlino (Germania)
  • 11 luglio – Berlino (Germania)
  • 12 luglio – Berlino (Germania)
  • 15 luglio – Atene (Grecia), Ejekt Festival
  • 17 luglio – Plovdiv (Bulgaria), Phill Good Festival
  • 19 luglio – Cluj (Romania), Electric Castle
  • 22 luglio – Nyon (Svizzera), Paléo Festival
  • 24 luglio – Nîmes (Francia), Festival de Nîmes
  • 25 luglio – Nîmes (Francia), Festival de Nîmes
  • 26 luglio – Nîmes (Francia), Festival de Nîmes
  • 7 agosto – Vilnius (Lituania)
  • 9 agosto – Tallinn (Estonia)
  • 12 agosto – Oslo (Norvegia), Øya Festival
  • 14 agosto – Göteborg (Svezia), Way Out West
  • 21 agosto – Manchester (Regno Unito)
  • 23 agosto – Edimburgo (Regno Unito), Summer Sessions
  • 28 agosto – Bordeaux (Francia), Pagaille Festival
  • 30 agosto – Saint-Cloud (Francia), Rock En Seine

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