A tre anni dalla morte di Sinéad O’Connor, avvenuta nel luglio 2023, emergono nuovi dettagli su “No Veteran Dies Alone”, l’album a cui la cantautrice irlandese stava lavorando negli ultimi anni della sua vita e che, secondo il produttore David Holmes, era già in gran parte completato all’inizio del 2022.
Per ricordare l’anniversario della scomparsa dell’artista, Holmes ha pubblicato sui social una serie di messaggi privati ricevuti da O’Connor durante le sessioni di lavorazione del disco. Le conversazioni restituiscono l’entusiasmo della cantante per il progetto. A proposito della title track scriveva: “Sto impazzendo perché suona così bene”, aggiungendo poco dopo: “Sono così orgogliosa di noi!!” e scherzando: “Facciamo dischi insieme finché uno di noi non crepa”.
Un altro messaggio, datato dicembre 2022, rivela quanto fosse importante per O’Connor la costruzione narrativa dell’album. La cantante chiedeva che il disco si aprisse con un’introduzione a cappella, seguita dai brani “Milestones”, “No Veteran Dies Alone”, “I Lay Down”, “Horse”, “Be Free” e “Magdalen’s Song”. “Sono della vecchia scuola e gli album raccontano una storia attraverso la sequenza dei brani”, spiegava, sottolineando come l’ordine delle canzoni fosse fondamentale.
Holmes non nasconde l’ammirazione per il materiale registrato. Su Instagram ha definito “No Veteran Dies Alone” “un classico assoluto” e “una lettera d’amore ai suoi figli e al mondo”. Ha ricordato anche un episodio legato alla registrazione della title track, quando O’Connor gli disse: “C’è una versione tecnicamente migliore da fare qui, ma non riuscirò mai a darti una performance più bella”. Per il produttore, quella frase racchiude l’essenza del fare musica: “È esattamente ciò che un artista o un produttore dovrebbe sempre cercare: la verità”.
Nonostante l’entusiasmo, Holmes ammette di non sapere se il disco vedrà mai la luce: “Solo Dio sa se uscirà mai”. Le sue parole hanno però suscitato numerose reazioni nel mondo della musica. Imelda May, che ha avuto modo di ascoltare l’album, lo ha definito “davvero incredibile”, aggiungendo che “il mondo ha bisogno di ascoltarlo”. Anche Lauren Laverne, Jarvis Cocker, Stuart Braithwaite dei Mogwai e i Garbage hanno espresso pubblicamente il desiderio che il progetto venga pubblicato.
L’esistenza di “No Veteran Dies Alone” era stata annunciata dalla stessa O’Connor già nel 2021. In un’intervista rilasciata a Rolling Stone durante la promozione della sua intensa reinterpretazione di “Trouble of the World” di Mahalia Jackson, pubblicata nel 2020 insieme a Holmes con i proventi destinati al movimento Black Lives Matter, la cantante aveva anticipato la direzione del nuovo lavoro: “Sto scrivendo di cose più personali, dell’essere madre. Il disco è come una raccolta di lettere ai miei figli. Le canzoni sono molto inconsce. Non so ancora quale sarà il tono complessivo dell’album, ma finora è questo”.
Se dovesse essere pubblicato, “No Veteran Dies Alone” rappresenterebbe dunque il primo album di inediti della cantautrice irlandese dopo “I’m Not Bossy, I’m The Boss” del 2014 e l’ultimo lascito artistico di una delle voci più intense e coraggiose della musica contemporanea: un’opera che, stando alle testimonianze di chi l’ha ascoltata, conserva tutta la sincerità, la fragilità e la forza espressiva che hanno reso unica Sinéad O’Connor.