31.01 Torino - Folk Club
01.02 Bologna - Covo Club
02.02 Milano - Arci Bellezza
08.02 Roma - Monk
14.03 Napoli - Auditorium Novecento
15.03 Bari - Officina degli Esordi
Tra gli outsider “di culto” della canzone italiana, un posto d’onore spetta a questo cantautore romano figlio di un Console Generale in Uruguay (e fratello del giornalista tv Luca). Dopo il debutto su Lp con “Per futili motivi”, concept-album sulla storia di un ragazzo nel periodo del fascismo, è con il disco successivo, “Il tuffatore” (1982) che, anche grazie al supporto in tv del lungimirante “Mister Fantasy” di Carlo Massarini, riesce a ottenere un briciolo del successo che avrebbe meritato in tutta la sua carriera. Le canzoni di Flavio Giurato rifuggono la tradizionale ripartizione strofa-strofa-ponte-ritornello assecondando liberamente il racconto, mentre le atmosfere sonore mescolano episodi acustici, strumentali e melodie orecchiabili. Il successivo "Marco Polo", pubblicato nel 1984, è considerato il suo lavoro più coraggioso e ambizioso: un capolavoro di culto della canzone italiana.
Uscito due anni dopo l'ottimo "La scomparsa di Maiorana", il suo album più recente, "Le promesse del mondo" (Entry), risale al 2017.