Jeff Buckley: in arrivo al cinema il docu-film “It’s Never Over” di Amy Berg

11-02-2026
A sessant’anni dalla nascita di Jeff Buckley, arriva nelle sale italiane come evento speciale, solo il 16, 17 e 18 marzo, il documentario "It’s Never Over: Jeff Buckley", diretto da Amy Berg e co-prodotto da Brad Pitt. Presentato al Sundance Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma, il film ripercorre la vicenda umana e artistica del cantautore scomparso nel 1997. Le prevendite si apriranno il 4 febbraio, mentre l’elenco delle sale sarà disponibile su nexostudios.it.
In parallelo, dal 13 febbraio sarà pubblicata da Sony Music Entertainment la versione deluxe di "Live At Sin-é", lo storico Ep del 1993 inciso in un piccolo club di Manhattan. L’edizione ampliata si presenta in un cofanetto con quattro vinili, copertine individuali, un libretto con note e fotografie a colori, oltre a versioni live di brani come "Grace", "Last Goodbye" e "Hallelujah" di Leonard Cohen.
Qui di seguito è disponibile il trailer ufficiale.



Figlio di Tim Buckley, leggenda del songwriting americano, Jeff Buckley ha lasciato un’impronta decisiva con un solo album in studio, "Grace" (1994), diventato nel tempo un riferimento per la canzone d’autore degli anni Novanta. La sua morte, avvenuta a trent’anni nelle acque di un affluente del Mississippi, ha contribuito a fissarne l’immagine in una dimensione sospesa tra talento assoluto e destino tragico.
"It’s Never Over: Jeff Buckley" costruisce il racconto attraverso materiali d’archivio inediti provenienti dal patrimonio personale dell’artista e una serie di testimonianze dirette: la madre Mary Guibert, le ex-compagne Rebecca Moore e Joan Wasser, i musicisti Michael Tighe e Parker Kindred, oltre ad artisti come Ben Harper e Aimee Mann. Ne emerge un ritratto che intreccia formazione musicale, ambizione, fragilità e contesto culturale della New York dei primi anni Novanta.

La regista Amy Berg ha spiegato di aver coltivato per anni l’idea di un film su Buckley. Il primo confronto con la madre del cantante risale a diciotto anni fa, quando si ipotizzava un biopic. L’accesso agli archivi personali — compreso l’ultimo messaggio vocale lasciato da Buckley — ha orientato il progetto verso la forma documentaria, poi definitivamente approvata nel 2019. Il risultato è un lavoro che punta alla ricostruzione rigorosa di una figura rimasta centrale nell’immaginario musicale contemporaneo.

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