John Lydon: “Trump è il Sex Pistols della politica”. E attacca i suoi ex-compagni

12-11-2025
John Lydon torna a provocare, a modo suo. In un’intervista al "Mirror", l’ex leader dei Sex Pistols ha accostato Donald Trump alla sua storica band, ricordando anche un incontro tutt’altro che memorabile. "L’ho visto una sola volta e non mi è piaciuto", racconta. Era ai VH1 Music Awards, negli Stati Uniti: "Avevo un programma, Rotten Radio, e ci invitarono allo show. Con me c’era la mia adorabile moglie Nora" — scomparsa nel 2023. "Trump arrivava con Jennifer Lopez. Nora mise un piede sul suo vestito, strappando lo strascico. Si infuriarono. Un disastro magnifico. Trump è il Sex Pistols della politica".
Lydon, che di recente abbiamo avuto modo di intervistare in esclusiva, non è nuovo a giudizi contraddittori sull'attuale presidente degli Stati Uniti. Otto anni fa lo definiva un fattore potenzialmente positivo: "Ha un sacco di problemi come essere umano, ma potrebbe uscirne qualcosa di buono perché terrorizza i politici. E questa è una gioia. Un potenziale amico, oserei dire". Nel 2020, alla vigilia delle elezioni, dichiarò di averlo votato, giudicando Joe Biden "incapace" di guidare gli Stati Uniti, e ribadì: "Per me ha senso scegliere qualcuno che parla davvero delle persone come me".
Altalenante anche il rapporto con Nigel Farage. Nel 2017, nel pieno dell’onda Brexit, lo elogiava, definendo il loro incontro "fantastico". Oggi il ritratto è ben diverso: "È un uomo da fiera. Di quelli che ti fermano e ti chiedono ‘vuoi comprare uno di questi orologi?’".

Di recente, Lydon non le ha mandate a dire anche a ciò che resta della sua ex-band. Non era certo la prima volta che John Lydon si diceva sdegnato per la reunion dei Sex Pistols senza di lui. Per l'occasione, però, l'ex-frontman della band-cardine del punk e leader dei Pil, è stato particolarmente pesante. In una intervista al magazine online Louder Than War, l'ex-Johnny Rotten ha affermato di essere "scioccato da quanto siano orribili" i concerti dei Sex Pistols nella nuova incarnazione composta da Steve Jones, Paul Cook e Glen Matlock, insieme a Frank Carter.
"È un lavoro duro quello di imitare - ha proseguito Lydon - È una posizione ridicola in cui trovarsi, se non lo è già. In quale sistema di valori sta lavorando?". Ha dichiarato inoltre che questi live sono paragonabili al "karaoke". In più, l'ex-frontman della band di "Never Mind The Bollocks" ha riversato tutta la sua rabbia nei confronti di Carter: "Non comprende nessuno di quei testi. Non potrebbe, perché se li capisse non lo farebbe. Si vergognerebbe di imitare qualcun altro e di fingere che l'autore originale e il vincitore del premio 'Personalità dell'anno' non esistessero".
Anche di fronte all'ipotesi di rientrare nel gruppo, John Lydon è stato perentorio: "Dopo aver usato il sostegno finanziario di Walt Disney per prendermi in giro in tribunale, mentre Nora (la moglie di Lydon morta nel 2023, ndr) stava morendo, e loro lo sapevano, per me è stato un atto malvagio che non posso perdonare facilmente. E perché dovrei? Non gli farò più favori. Mai e poi mai".
John Lydon prosegue invece la sua avventura nei Public Image Ltd.

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