Il comunicato si chiude con un passaggio carico di ambivalenza: le scuse ai familiari di Jo Cox e David Amess, due parlamentari britannici uccisi in attentati distinti, che però non bastano a placare le accuse mosse da una parte dell’opinione pubblica. “Il nostro è sempre stato un messaggio di amore, inclusione e speranza”, affermano, rivendicando un’identità artistica che non conosce confini e che, a detta loro, continua a unire generazioni, classi e culture.
Ma l’eco delle loro parole a Coachella — dove hanno criticato apertamente l’amministrazione USA — ha avuto un effetto boomerang nel Regno Unito, scatenando reazioni violente e un’ondata di indignazione politica. “I veri crimini non li trovate nelle nostre performance: sono nel silenzio e nella complicità di chi detiene il potere. Vergogna”, concludono, con il tono crudo che li contraddistingue.
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