Luca Carboni sul palco dopo 6 anni: “Mi avevano detto che non c’era speranza” – La scaletta del concerto di Milano

12-11-2025

Sei anni lontano dai palchi, una malattia che cambia la prospettiva, un ritorno che assume il peso simbolico di una rinascita. Quando, tempo fa, a Luca Carboni chiesero quale canzone avrebbe voluto cantare per prima nel suo eventuale rientro live, non esitò: “La Primavera”. È da lì, non a caso, che ha ricominciato ieri sera al Forum di Assago, nella sua prima data dopo il tumore e dopo un lungo silenzio pubblico.

Non era solo un concerto, ma un appuntamento collettivo, con il pubblico arrivato da tutta Italia a restituirgli qualcosa che somigliava più a un abbraccio che a un applauso. Un clima che si è percepito ancor prima dell’inizio, quando l’arena ha scandito in coro il suo nome. “Ero spaventato da tanto affetto, avevo il terrore di dovermi fermare per riprendere fiato”, ha ammesso il giorno stesso, confessando l’ansia di mesi di preparazione, il lavoro sulla respirazione, l’incognita fisica, l’abitudine forzata all’ombra. “Non sapevo se avrei retto, mi ero preso una pausa dal canto. E mi ha sorpreso che Milano sia andata subito verso il tutto esaurito”.

Carboni ha cantato per due ore e mezza, costruendo una scaletta che non doveva promuovere un nuovo disco ma raccontare, con trasparenza, un percorso: “Avevo solo la mia storia nuda e cruda”. Quella storia, però, non è solo sua. È fatta dei brani che hanno attraversato generazioni, da “Silvia lo sai” e “Farfallina”, ripensate in veste acustica, a “Le ragazze” e “Inno nazionale”, accompagnate dalle sue stesse opere visive proiettate sui maxischermi. E poi “Luca lo stesso”, titolo perfetto per certificare la continuità: la voce segnata dal tempo, ma identitaria; la postura da artigiano della forma-canzone, ancora riconoscibile.

Ecco la scaletta del concerto di Luca Carboni a Milano:

Intro + Primavera

Sto Pensando

Ci stiamo sbagliando

Fragole buone buone

Sarà un uomo

La Mamma

Solarium

Ci sei perché

Caro Gesù

La mia città

Chicchi Di Grano

Inno Nazionale

Mi ami davvero

L’amore che cos’è

Le ragazze

Gli autobus di notte (acustica)

Farfallina (acustica)

Silvia lo sai (in parte acustica)

Mix 1992 con Lorenzo Jovanotti

O è Natale tutti i giorni con Lorenzo Jovanotti

Luca lo stesso

San Luca con Cesare Cremonini

Bologna è una regola

Vieni a vivere con me con Elisa

Mare mare con Jovanotti, Cremonini ed Elisa

Sul palco, accanto a lui, amici che ne hanno accompagnato le cadute e le ripartenze. Jovanotti ha condiviso “Mix 1992” e un capitolo privato fatto di telefonate da due stanze d’ospedale diverse: “Non ci sentivamo per compatirci, ma per tirarci su”. Cesare Cremonini ha voluto ribadire il legame con “San Luca” e gli ha dedicato parole nette: “La tua è una storia di sensibilità, poesia e unicità. E oggi posso dire che è anche una storia di coraggio”. Con Jovanotti ed Elisa, Cremonini ha poi trasformato “Mare Mare” in una celebrativa versione corale, esordendo al sax. Elisa ha aggiunto la sua voce anche a “Vieni a vivere con me”, sigillando quel senso di comunità affettiva che ha tenuto insieme l’intera serata.

Occhiali scuri e cappellino, chitarra addosso, emozione evidente ma sotto controllo, Carboni ha ripercorso il suo punto zero con “Ci stiamo sbagliando”, tornando al riff di “Rio Ari O”: “L’inizio di un viaggio che mi ha portato fin qui”. Un viaggio che non si ferma: 24 gennaio a Bologna, 12 marzo a Roma, 19 aprile ancora a Bologna. Date annunciate come unicum irripetibili, ma con un probabile filo rosso: “‘La Primavera’ potrebbe restare l’incipit, perché “rinascere è quel che mi è successo. Si può nascere un’altra volta”. La consapevolezza di chi ha attraversato il buio e ha scelto di tornare a cantare. “Quello che ho vissuto ha avuto un primo impatto drammatico: mi avevano detto che non c’era speranza – ha raccontato – È stato un trauma profondo, ho dovuto reagire e la possibilità di uscirne mi ha fatto sentire diverso. Adesso ho altre priorità, altri sogni”.