Era un'ispirazione anche per la musica, Claudia Cardinale, la grande attrice italiana ed eterna musa glamour, scomparsa a 87 anni lo scorso 23 settembre. I più curiosi così sono andati a scoprire che nel suo tour, in corso attualmente negli Stati Uniti, anche Morrissey ha voluto omaggiare la diva di "C'era una volta il west" e "Il gattopardo", con un'apposita immagine nei visual che scorrono alle spalle del suo palco (qui durante l'interpretazione di "Istanbul", alla Tauron Arena di Cracovia, in Polonia, lo scorso 3 luglio). Si tratta di una foto scattata da Bert Stern nel 1962 per la rivista Vogue.
Storico, poi, l'incontro con Frank Zappa e il geniale fotografo Richard Avedon. L’attrice italiana, all’apice della carriera e della fama internazionale, nel 1967 si trovava in California per girare il film “Piano, piano non t’agitare!” (“Don’t Make Waves”), diretto da Alexander Mackendrick e tratto dal romanzo "Muscle Beach" di Ira Wallach, con Tony Curtis protagonista e Sharon Tate tra i co-interpreti. Durante il soggiorno americano, Cardinale entrò in contatto con le novità della musica rock, con la cultura psichedelica, con le proteste studentesche e con l’ambiente più vitale della controcultura californiana. Visitò così il Laurel Canyon, quartiere delle Hollywood Hills che allora ospitava “la gente più pazza”, tra cui Frank Zappa. Da quella rete di incontri, nacque un servizio fotografico unico: un ironico fotoromanzo pop firmato da Avedon, in cui Cardinale, Zappa e il chitarrista Elliot Ingber (dei Mothers) posano in abiti da motociclisti figli dei fiori, offrendo una narrazione visiva e alla moda dei nuovi tempi e dei venti di rivolta giovanile. Il servizio apparve nel luglio 1967 sulle pagine di “Epoca” (guarda la foto qui sotto).
Ma l'episodio più noto è quello a cui abbiamo dedicato un approfondimento nella sezione Stardust: quando, nel 1966, Bob Dylan volle inserire nel suo "Blonde On Blonde" la foto di una giovane Claudia Cardinale, immortalata da Jerry Schatzberg in uno dei suoi ritratti più luminosi. Dylan, racconta il fotografo, si imbatté nella foto nel suo studio, ne rimase folgorato e chiese di inserirla nel booklet dell’album. L’attrice, però, non era stata informata né tanto meno aveva concesso autorizzazioni. Quando i suoi legali vennero a conoscenza della faccenda, minacciarono azioni legali: la Columbia si affrettò a rimuovere l’immagine e ristampò l’album in una nuova versione. L’episodio contribuì a generare una delle più curiose rarità del collezionismo rock: le prime copie americane con la Cardinale all’interno divennero oggetti da inseguire, scambiare, valutare. Ancora oggi circolano come cimeli per appassionati e feticisti del vinile, testimonianza di un cortocircuito tra musica, cinema e mercato discografico.