David Gilmour si avvicina agli ottant’anni con lo stesso spirito libero che lo ha sempre contraddistinto, rifiutando di trasformarsi in una cover band dei Pink Floyd e rivendicando la necessità di reinventare ogni sera perfino l’assolo di "Comfortably Numb", quello che le tribute band copiano nota per nota. "Io non riesco a rifarlo uguale – ha spiegato in una intervista a Rolling Stone Usa –. Lo invento ogni volta, è questo che mi interessa". Questa filosofia attraversa anche il suo nuovo film-concerto, "Live al Circo Massimo – Roma", che porta sul grande schermo le tre serate romane dell’ottobre 2024, parte del tour di "Luck And Strange". In scena non solo i classici ridotti all’essenziale, ma soprattutto la musica nuova, affiancata da una band fresca e affiatata. Tra i volti che hanno sorpreso di più il pubblico, la figlia Romany: partita per cantare in poche date, ha finito per accompagnare il padre in tutto il tour. La sua voce su "Between Two Points" è diventata virale e ora la giovane sta avviando una carriera propria con una band formata insieme alle coriste.
Il tour è stato breve, appena 23 date divise tra Londra, Roma, New York e Los Angeles. Una scelta precisa: "A questo punto posso chiedere al pubblico di venire da me, non il contrario", dice Gilmour, deciso a evitare le tournée infinite di un tempo. L’esperienza del Circo Massimo, però, resterà un punto fermo, sia per la suggestione del luogo sia per la testimonianza filmata, che andrà in sala dal 17 al 24 settembre e poi in cofanetto. Quanto agli archivi storici dei Pink Floyd, Gilmour si chiama fuori: i nastri live e le registrazioni sono nelle mani della Sony. "Sono felice di non dovermi più occupare di quelle dispute. Ora vivo più tranquillo", ammette, ricordando le tensioni che per decenni hanno accompagnato ogni uscita retrospettiva. Il futuro, invece, è ancora aperto. Gilmour ha già materiale per un nuovo album, forse pronto entro un paio d’anni, e non esclude un altro giro di concerti con la formula snella che ha appena sperimentato. Intanto, a marzo compirà ottant’anni, ma senza eccessi: solo una serata con la famiglia e gli amici più stretti. Per il resto, resta fedele alla sua regola d’oro: niente repliche, solo continua reinvenzione.
In un'altra recente intervista. concessa al Corriere della Sera, David Gilmour ha chiuso definitivamente la porta a ogni ipotesi di reunion con Roger Waters: “Mai più con Waters”, ha dichiarato senza esitazioni. Se i Pink Floyd torneranno in qualche forma, sarà soltanto in versione virtuale, magari con l’intelligenza artificiale. Quanto ai 50 anni di "Wish You Were Here". Gilmour ricorda che, contrariamente alla testi dominante che vede l'intero album interamente dedicato a Syd Barrett, la title track parla in realtà dell’assenza in generale: "'Wish You Were Here' era l’equivalente delle cartoline dal mare in Inghilterra negli anni 70 - ha ricordato il chitarrista - La musica nacque da lui, il testo fu sviluppato da Roger Waters e poi completato insieme; è però incontestabile che 'Shine On You Crazy Diamond' sia un omaggio a Barrett". Il ricordo di quell’inaspettato incontro ad Abbey Road resta vivido: all’inizio non lo riconobbero, perché era completamente cambiato; probabilmente fu lui a non riconoscere più loro, "perso nel proprio mondo". Gilmour ha anche ricordato il tastierista Richard Wright, venuto a mancare nel 2008: "Aveva un talento tutto suo, mi manca molto", ha confidato. Sulla frattura con Waters, invece, la linea è netta: "Non suonerò più con chi sostiene dittatori come Putin o Maduro", aveva detto e lo conferma. A sorpresa, però, Gilmour non ha escluso l'eventualità di una reunion virtuale: "Perché no? Se fatta bene, con l’Intelligenza Artificiale, mi piacerebbe vedermi ai tempi dei Pink Floyd seduto tra il pubblico". Quanto al futuro e all’avvicinarsi degli 80 anni, il chitarrista si mostra sereno: “Non ci arrivo da puritano, bevo il mio bicchiere di vino o la mia birra. Certo, un tempo pensavo di essere immortale. E ho capito che non bisognerebbe avere troppi soldi, troppo successo, troppa libertà quando si è troppo giovani, perché non si sanno apprezzare”.
Da mercoledì 17, fino al 24 settembre, sbarcherà al cinema “Live al Circo Massimo – Roma”, il concerto di David Gilmour girato all’inizio del “Luck And Strange Tour”. L’evento sarà seguito, il 17 ottobre, dall’uscita dell’album dal vivo “The Luck And Strange Concerts”. Disponibili online il trailer del film (qui sotto). Il concerto romano è stato ripreso da Gavin Elder con lo scenario suggestivo delle rovine del Circo Massimo.
L’album live uscirà in formato 4LP e 2cd, con 23 brani registrati durante date selezionate del tour. È prevista anche una versione super deluxe, acquistabile solo dallo store ufficiale di Gilmour, che raccoglie tutti i formati (compresi Blu-ray e DVD “Live at the Circus Maximus”), un libro cartonato di 120 pagine con fotografie di Polly Samson, due cartoline, adesivi dedicati, la scaletta dei concerti, un poster a colori, e un libretto con i crediti. Chi preordinerà il 2cd o il 4Lp sul Sony Music Store potrà partecipare a un concorso per vincere due biglietti per la premiere del film a Londra il 10 settembre, alla presenza di Gilmour stesso. Il premio comprende anche una notte in hotel e voli a/r. Parlando delle location del Circo Massimo, l’artista inglese ha spiegato: "Adoro suonare in monumenti antichi come il Circo Massimo, Pompei e altri anfiteatri romani in giro per l’Europa. L’atmosfera che emanano le pietre è unica, molto più piacevole rispetto alle grandi arene al chiuso, prive di carattere. Ovviamente cerchi sempre di aggiungerne un po’". Nell’intervista, Gilmour ha ripercorso anche momenti memorabili della sua carriera dal vivo, tra cui il controverso concerto di Venezia del 1989, trasmesso in mondovisione: "Il pontone su cui era montato il palco era grande quanto un campo da calcio e arrivò dalla Norvegia trainato da rimorchiatori. Essendo una diretta televisiva, sul palco dovevamo controllare un orologio per sincronizzare inizio e fine dei brani. Se una canzone durava troppo, accorciavo la successiva. Non è il modo ideale di suonare, ma credo sia andata molto bene. I locali ci accusarono di aver distrutto la città, il che fu irritante, ma tant’è".
La carriera solista di Gilmour è sempre stata segnata da lunghe pause tra un album e l’altro: “David Gilmour” (1978) fu seguito da “About Face” (1984), poi “On An Island” (2006) e “Rattle That Lock” (2015), fino al recente “Luck And Strange” (2024). Se manterrà la promessa, la prossima attesa potrebbe essere la più breve della sua storia discografica.