"Adoro ballare - e queste sono le migliori immagini di ballo che abbia mai visto", racconta ancora Cocker. "Le ho scoperte per la prima volta nel video 'Fiorucci Made Me Hardcore' di Mark Leckey. Il nostro consiglio: lasciatevi andare". "More" arriva a 24 anni da "We Love Life" (2001) e segna il primo lavoro in studio dopo la scomparsa del bassista Steve Mackey, avvenuta nel 2023. Mackey non aveva partecipato al tour di reunion dello stesso anno, che ha segnato la seconda rinascita della band dopo quella del periodo 2011-2015, seguita allo scioglimento del 2010. A supporto del nuovo album, i Pulp partiranno a giugno per un tour nei palazzetti di Regno Unito e Irlanda, con nuove date previste per il Nord America entro fine anno. Per il lancio di "More", è previsto un ascolto in anteprima in quattro città italiane:
Milano - Dissonanze
Bologna - Disco D'Oro
Napoli - Fonoteca
Palermo - Pablo Listening Bar
I Pulp sono tra i maestri del britpop. La loro influenza ha oltrepassato gli anni 90 lasciando un segno nell'indie-pop per decenni. In occasione dell'annuncio di "More", in uscita per la loro nuova etichetta Rough Trade, la rivista britannica Mojo ha pubblicato la sua classifica degli album dei Pulp, dal peggiore al migliore. "Formati a Sheffield nel 1978 dal giovane occhialuto Jarvis Cocker con il nome di Arabricus Pulp, hanno lottato ai margini per anni, pubblicando diversi album prima di diventare improbabili popstar negli anni 90 - ricorda il magazine nell'introduzione - Dopo il successo in classifica di 'Different Class', il gruppo ha realizzato solo altri due album - 'This Is Hardcore' e 'We Love Life' del 2001, prodotto da Scott Walker - prima di sciogliersi... Fino alla mattina del 10 aprile, quando la band ha annunciato a sorpresa che questo giugno pubblicherà un nuovissimo album intitolato 'More'. Nel frattempo, Ian Harrison ha tirato fuori i suoi pantaloni di velluto a coste e ha esplorato il lungo e strano viaggio della band fino ad oggi...", conclude Mojo. Ecco la classifica dei migliori dischi dei Pulp secondo il magazine britannico (qui il servizio completo).
7. It (1983) 6. Freaks (1987) 5. We Love Life (2001) 4. Separations (1992) 3. This Is Hardcore (1998) 2. His 'N' Hers (1994) 1. Different Class (1995)
Nel frattempo, Jarvis Cocker è tornato sul suo clamoroso gesto ai Brit Awards del 1996. Mentre Michael Jackson si esibiva con "Earth Song", circondato da bambini e con immagini evocative proiettate sugli schermi, il frontman dei Pulp fece irruzione sul palco agitando il fondoschiena. Spinto da una miscela di indignazione, spirito provocatorio e forse qualche drink di troppo, Cocker dichiarò in seguito di aver trovato la performance di Jackson "di pessimo gusto", soprattutto considerando che era avvenuta due anni dopo le pesanti accuse di abusi provenienti dalla famiglia di Jordan Chandler. Il gesto gli costò caro: fu arrestato e inizialmente accusato di aver aggredito i bambini presenti sul palco, accusa poi ritirata per mancanza di prove. A distanza di anni, Jarvis Cocker ha ripercorso quella vicenda in un'intervista rilasciata proprio a Mojo: "All'inizio sembrava una cosa seria: dicevano che avevo spinto dei bambini giù dal palco e mostrato il sedere, ma non era vero. Dopo quell'episodio, tutti sapevano chi ero. Avevo sempre voluto essere famoso, ma non puoi scegliere in che modo arrivi la notorietà, e quella fu una sovraesposizione totale - e del tutto scollegata dalla mia musica". Il cantante ha ammesso che quell'esperienza lo trascinò in un periodo oscuro, da cui impiegò anni a riemergere: "Mi ci sono voluti più di dieci anni per uscirne davvero. Ma alla fine ce l'ho fatta, quindi non mi lamento". Guarda qui sotto l'irruzione sul palco di Jarvis Cocker durante l'esibizione di Michael Jackson ai Brit Awards del 1996.