Roger Waters attacca Thom Yorke: “Un tipo timido e sgradevole”

06-10-2025

Roger Waters ha lanciato un nuovo attacco a Thom Yorke, definendolo “un tipo timido e sgradevole”. L’ex-leader dei Pink Floyd aveva già più volte criticato Yorke e i Radiohead in passato. Lo scorso dicembre aveva preso di mira il cantante e Jonny Greenwood per la loro (presunta) posizione sulla questione israelo-palestinese.
Il cofondatore dei Pink Floyd è un sostenitore dichiarato del movimento BDS (Boycott, Divestment and Sanctions) dal 2011 e aveva già condannato la decisione dei Radiohead di esibirsi a Tel Aviv nel 2017.
Yorke aveva risposto allora alle polemiche sostenendo che “suonare in un Paese non equivale ad approvarne il governo. Non appoggiamo Netanyahu più di quanto appoggiamo Trump”.
Ora Waters è tornato a parlare del frontman dei Radiohead durante un’intervista a The Katie Halper Show. Inizialmente aveva invitato la conduttrice a “non toccare l’argomento”, salvo poi cambiare idea e aggiungere: “È un tipo timido. Credo che sia una persona sgradevole”.

Il frontman dei Radiohead e degli Smile era finito al centro delle critiche per non aver preso pubblicamente posizione sulla guerra in Medio Oriente. Le pressioni sono aumentate anche a causa del legame artistico con Jonny Greenwood, suo storico collaboratore nei Radiohead, da anni vicino a Israele anche per ragioni familiari. Ma Yorke aveva espresso in realtà piuttosto chiaramente la sua posizione, senza fare sconti al governo israeliano. Lo ha fatto con una lunga riflessione, in cui affronta non solo la tragedia in corso, ma anche il clima di estrema polarizzazione, la pressione dei social e la manipolazione delle diverse posizioni in campo.
“Quel silenzio, il mio tentativo di mostrare rispetto per tutti coloro che soffrono e sono morti, e di non banalizzare tutto con poche parole, ha permesso ad altri gruppi opportunisti di usare intimidazione e diffamazione per colmare i vuoti, e mi rammarico di aver dato loro questa possibilità”, ha spiegato Yorke, raccontando lo smarrimento provato durante il tour, quando si è trovato ad affrontare le richieste di una presa di posizione nel pieno della sua attività artistica, in momenti non adatti alla riflessione profonda che la tragedia richiedeva. “Un tizio che mi ha urlato addosso dall’oscurità lo scorso anno […] non mi è sembrato proprio il momento migliore per discutere della catastrofe umanitaria in corso a Gaza”.

Il musicista inglese ha descritto la fatica di trovare parole che non risultino vuote o strumentali. Rivendicando la coerenza della sua intera carriera, un’opera artistica sempre schierata contro la violenza, l'oppressione e l’estremismo. “Spero che per chiunque abbia mai ascoltato una nota della musica della mia band […] sia evidente che non potrei mai sostenere alcuna forma di estremismo o deumanizzazione degli altri”.
Ma Yorke non si è limita a difendersi. Nella sua dichiarazione ha preso posizione chiara contro il governo israeliano, che definisce “una banda di estremisti”, accusandolo di sfruttare la paura e il lutto del proprio popolo per portare avanti una politica aggressiva e coloniale. “La loro scusa della legittima difesa ha da tempo perso credibilità ed è stata sostituita da un desiderio trasparente di prendere il controllo permanente di Gaza e della Cisgiordania”.
Allo stesso tempo, però, ha anche criticato l’ambiguità di certe frange pro-palestinesi che ignorano le responsabilità di Hamas. “‘Free Palestine’ non risponde alla semplice domanda: perché tutti gli ostaggi non sono ancora stati restituiti? […] Anche Hamas sceglie di nascondersi dietro la sofferenza del suo popolo, in modo altrettanto cinico e per i propri fini”.

Ancora prima dell’ufficialità delle date europee del nuovo tour dei Radiohead, che torneranno a esibirsi dal vivo dopo 7 anni, la Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (Pacbi) ha diffuso un comunicato chiedendo il boicottaggio del tour: "Anche se il genocidio di Israele contro i palestinesi a Gaza ha raggiunto la sua fase più brutale e disumana - sottolineano - i Radiohead continuano con il loro silenzio complice, mentre uno dei membri attraversa ripetutamente il nostro picchetto, esibendosi a breve distanza da un genocidio trasmesso in diretta streaming".

Roger Waters su OndaRock

Vai alla scheda artista