A un mese dalla chiusura del Festival di Sanremo 2026, i numeri dello streaming restituiscono un quadro netto e difficilmente equivocabile: l’edizione 2026 segna una brusca frenata rispetto al recente passato. Se è vero che la visibilità dell’Ariston continua a garantire un’immediata esposizione ai brani in gara, è altrettanto evidente che la tenuta nel tempo - oggi misurata soprattutto sulle piattaforme - racconta una storia diversa.
Secondo i dati di Spotify, i trenta brani in gara hanno totalizzato 229,6 milioni di stream nel primo mese: un dato che implica un calo di 175,8 milioni rispetto al 2025 (405,4 milioni nello stesso arco temporale), pari a circa il 43% in meno. Ancora più marcato il confronto con il 2024, l’ultima edizione guidata da Amadeus, che alla stessa altezza cronologica aveva già raggiunto quota 433,9 milioni.
Il ridimensionamento non riguarda solo il totale aggregato, ma anche la distribuzione interna degli ascolti. Nel 2026, ben 13 brani su 30 restano sotto la soglia dei 5 milioni di stream dopo un mese — una quota pari al 43% del cast. Nelle due edizioni precedenti, i casi analoghi erano appena due. Il dato suggerisce una minore capacità complessiva della line-up di generare trazione diffusa, oltre a evidenziare un divario più accentuato tra pochi titoli forti e una coda lunga di performance deboli.
Top e flop su Spotify
In questo contesto, emergono alcune anomalie interessanti. Samurai Jay si impone come il caso più significativo: il suo brano "Ossessione" supera i 25,5 milioni di stream, ribaltando il riscontro televisivo e intercettando in modo efficace il pubblico più giovane. Alle sue spalle si colloca Sayf con "Tu mi piaci tanto" (17,7 milioni), mentre il vincitore Sal Da Vinci si ferma a 15,1 milioni con "Per sempre sì". Il confronto con artisti come Mahmood o Olly - protagonisti delle edizioni recenti e capaci di trainare numeri ben più consistenti - rende ancora più evidente il cambio di scala. L’impressione è che sia venuto meno un nucleo di nomi in grado di catalizzare attenzione trasversale e sostenere, per effetto indotto, anche gli altri partecipanti.
Più che un semplice calo fisiologico, quello del 2026 appare come un segnale strutturale: un Festival meno centrato sul potenziale streaming e, di conseguenza, meno competitivo sul terreno che oggi misura davvero l’impatto commerciale della musica popolare.
Ecco la classifica Spotify dei brani di Sanremo 2026 a un mese dalla kermesse:
I risultati in radio
A un mese dalla fine del Festival di Sanremo, i dati radiofonici certificati da EarOne delineano uno scenario netto: il vincitore Sal Da Vinci resta ai margini delle grandi emittenti, mentre la rotazione premia altri brani. "Per sempre sì" scivola al sesto posto nella Trend Sanremo 2026, dopo un passaggio fugace in top 5 nella seconda settimana. Il dato più significativo riguarda la qualità della diffusione: pur mantenendo numeri consistenti (8.044 passaggi radiofonici), la crescita rallenta e soprattutto si concentra su circuiti locali e regionali. Parallelamente, il tasso di efficienza — indicatore della penetrazione nelle radio principali — è in calo costante e colloca il brano fuori dai primi dieci.
Il vertice della classifica racconta un’altra dinamica. Ditonellapiaga domina da quattro settimane con "Che fastidio!", risultando il brano più trasmesso in assoluto. Tuttavia, il peso delle grandi emittenti si riflette soprattutto sull’Airplay generale, dove emergono Sayf con "Tu mi piaci tanto" e Samurai Jay con "Ossessione": due titoli sostenuti da un’elevata efficienza e da una forte presenza nei network nazionali.
Il quadro complessivo evidenzia quindi una frattura tra volume di passaggi e qualità della diffusione: il successo radiofonico non coincide con la vittoria al Festival, ma con la capacità di intercettare le playlist delle emittenti più influenti.
Di seguito la classifica completa.