Tony Visconti ridimensiona il ruolo di Brian Eno nella Trilogia berlinese di David Bowie

23-07-2024
L'eterno tormentone/luogo comune "ha fatto tutto Eno" torna a incombere sulla trilogia berlinese di David Bowie. A riportare alla luce un nuovo caso è proprio il produttore storico del Duca Bianco, Tony Visconti, che fu in cabina di regia anche per quei tre dischi ("Low", "Heroes" e "Lodger"). In un post su Facebook, corredato da una foto del retro-copertina di "Heroes", Visconti scrive: "Ho appena ascoltato uno speaker della #NPR che recensiva un nuovo documentario di Brian Eno appena uscito. L'album e il singolo 'Heroes' sono stati prodotti da me e David Bowie, nessun altro produttore è accreditato come si può vedere nei crediti ufficiali dell'album qui sotto. Loro invece hanno affermato che Eno ha prodotto 'Heroes' (era il co-autore e suonava alcune parti di synth). So che alcuni di voi troveranno divertente il fatto che devo difendermi quando questa gaffe viene riproposta per l'ennesima volta. Sono sicuro che alcuni di voi pubblicheranno qualche animazione esilarante che mi ritrae come uno sciocco. Eno è un musicista e compositore favoloso e innovativo e ho un grande rispetto per lui - precisa quindi Visconti - Non commettete errori a riguardo".



La trilogia berlinese di David Bowie è costituita da tre album discografici cronologicamente consecutivi pubblicati dall'artista britannico alla fine degli anni Settanta: "Low" (1977), "Heroes" (1977) e "Lodger" (1979). Furono incisi da Bowie in seguito al suo trasferimento a Berlino ovest alla fine del 1976 e lo videro sperimentare con elementi di musica elettronica, kraut-rock, ambient e world music in collaborazione con il produttore statunitense Tony Visconti e il musicista inglese Brian Eno.
Bowie iniziò a riferirsi ai tre album definendoli una sorta di trilogia incentrata su Berlino durante la promozione di "Lodger", sebbene soltanto "Heroes" fosse stato registrato interamente nella città, presso gli Hansa Studios. Ciascun Lp raggiunse la Top 5 nel Regno Unito, conquistando il disco d'oro. A posteriori, Bowie avrebbe definito la musica contenuta nei dischi della trilogia, il suo "Dna".

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