LOOPER - The Geometrid

2000 (Sub pop)
electro-pop
7.5

In tutta franchezza, è possibile secondo voi recensire a dovere un gruppo che sforna una canzone chiamata “Modem Song” campionando, per l’appunto , quell’odiosissimo rumore di connessione in corso che speravo di essermi ormai lasciato alle spalle per sempre?

No, siamo sinceri, davanti a band come gli scozzesi Looper non si può far altro che stare in silenzio con gli occhi spalancati e aspettare (quasi spaventati) la prossimo eco, il prossimo sample in arrivo da chissà quale pianeta.

E probabilmente è proprio questo che pensai anche io la prima volta che presi in mano quel disco, lasciato da mia sorella in soggiorno fra tanti altri.

A 9 anni non ti chiedi cosa sia la musica, semplicemente vedi una bella copertina formata da sfere con tanto di finestre e non puoi fare altro che ascoltare, rapito da quei suoni così astrali ed extraterrestri (da ascoltare l’incredibilmente dolce binomio “Puddle Monkey/These Things”). Anche non dormire per i tre giorni seguenti, ma questa è un’altra storia.

“The Geometrid” è un parto meraviglioso della stessa mente che solo due anni prima aveva incuriosito il mondo con la sua band (in cui era bassista), i Belle & Sebastian, un turbinio continuo di poco più di mezz’ora fra scintillanti dissonanze, sintetizzatori impazziti e campionature di eccezionale originalità.

I quattro sembrano quasi giocare, divertirsi a premere tutti quei tasti e a ruotare tutte quelle levette per sentire il cambiamento sonoro che producono, affamati come bambini che hanno appena scoperto la cioccolata.

Il disco comincia a girare e subito pensi: “Oh no, un altro gruppetto synth-pop anni 80 uscito da chissà dove” (pardon, “Mondo ’77”, sentita anche nel film “Vanilla Sky”). E invece poi quasi dal nulla arrivano “Uncle Ray” (e ti ritrovi in un imprecisato ibrido hip-hop corale) o “Money Hair” (impossibile da definire a parole) e capisci che non è poi così importante catalogare l’opera sotto qualcosa. Meglio lasciarla su un tavolo, che tutti la ascoltino.

Ah si, ci sono anche la già citata “Modem Song” e “On The Flipside”. Riescono anche a far amare quel nervosissimo jingle. I commenti sono superflui.

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03/08/2013

Tracklist

  1. 1. Mondo '77
  2. 2. On The Flipside
  3. 3. Modem Song
  4. 4. Uncle Ray
  5. 5. PuddleMonkey
  6. 6. These Things
  7. 7. Bug Rain
  8. 8. My Robot
  9. 9. Tomorrow's World
  10. 10. Money Hair

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