Go-Betweens

Bright Yellow Bright Orange

2003 (Clearspot) | pop-rock

Immaginate di risvegliarvi in una mattinata primaverile, la stanza inondata dalla luce del sole e una brezza lieve che filtra dalle finestre socchiuse: una di quelle giornate in cui l’aria allegra della nuova stagione lambisce delicatamente la nostalgia nascosta nel cuore, non per cancellarla ma solo per renderla più dolce...
Ora mettete sul lettore il nuovo disco dei Go-Betweens e provate semplicemente a lasciarvi sorprendere dal modo in cui quella stessa atmosfera profumata di luminosa malinconia possa sbocciare dalle note della band australiana. Perché il modo migliore per andare alla scoperta della strana magia racchiusa nelle oblique pop song di "Bright yellow bright orange" è proprio quello di non porsi troppe domande sul passato di Robert Forster e Grant McLennan, ma di abbandonarsi ai loro nuovi "colori brillanti" senza paragonarli per forza con le tinte di ieri.

Il fatto che si tratti del secondo disco nato dalla reunion di una delle meno appariscenti cult-band degli anni Ottanta potrebbe infatti far passare facilmente in secondo piano il contenuto di questo nuovo album di fronte alla fatidica domanda: "Ma sono meglio i vecchi o i nuovi Go-Betweens?".
E allora, si sa, finirebbero per prevalere risposte affettive come quella dello scrittore Jonathan Lethem che, nella sua lettera immaginaria ai Go-Betweens (raccolta da Nick Hornby nel recente volume "Rock, pop, jazz & altro"), confessa di non poter scrivere di questa "seconda vita" degli australiani perché per lui il fascino del gruppo è irrimediabilmente legato al triangolo amoroso che ha sempre immaginato esistesse tra i due frontmen e Lindy, la batterista della vecchia formazione della band…

A chi invece i Go-Betweens li ha scoperti proprio in occasione della loro rinascita tocca fare i conti soltanto con gli aromi byrdsiani dei loro acquerelli elettroacustici, capaci di mescolare R.E.M. e Smiths con insospettabile freschezza. Se il nuovo disco perde forse qualcosa in vivacità rispetto al precedente "The Friends Of Rachel Worth", sicuramente guadagna in compattezza, anche grazie al fatto che la coppia Forster–McLennan (due Lennon-McCartney splendidamente minori) ha fatto finalmente ritorno in Australia e non ha più la necessità di effettuare registrazioni sparse tra Stati Uniti e Germania, come era accaduto per l’album della reunion. Anzi, "Too Much Of One Thing" rappresenta il primo caso nella loro storia in cui i due, che di solito si alternano più o meno equamente nella composizione dei brani, hanno sperimentato la scrittura a quattro mani, suddividendosi parole e musica.

E così, se in "Mrs. Morgan" fa soavemente capolino il fantasma della "dolce Jane" loureediana, a trascinare il disco è soprattutto la frizzante energia del gioiello power pop "Make Her Day", insieme a più classiche ballate in stile Go-Betweens come "Caroline And I", "Poison In The Walls", "Crooked Lines" o "Something For Myself". Per cui, alla fine, "vecchi" o "nuovi" Go-Betweens? Meglio lasciar perdere i confronti e godersi la splendida maturità di Forster e McLennan.

(27/10/2006)

  • Tracklist

1 Caroline And I
2 Poison In The Walls
3 Mrs. Morgan
4 In Her Diary
5 Too Much Of One Thing
6 Crooked Lines
7 Old Mexico
8 Make Her Day
9 Something For Myself
10 Unfinished Business

Go-Betweens on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.