Brakes

Give Blood

2005 (Rough Trade) | country-punk

I Brakes sono Eamon Hamilton (dei British Sea Power, voce e chitarra), Tom e Alex White (degli Electric Soft Parade, chitarra e batteria) e Marc Beatty (dei Tenderfoot, basso), che, incontratisi in un pub, decidono di prendersi una mini-vacanza dai loro progetti principali e, abbandonando quindi l'indie-rock o l'indie-pop in cui sono soliti cimentarsi, iniziano a tirar già qualche pezzo più leggero, per un totale di mezz'ora scarsa di musica, registrando il tutto in quattro giorni. Ne vien fuori "Give Blood" un breve sussidiario cow-punk che si divide equamente fra lapidari sussulti (quattro pezzi sotto i trenta secondi), miniature (sei pezzi sotto i due minuti) e aspiranti canzoni (sei).

Che i musicisti siano di tutt'altra formazione lo si sente ampiamente: ai brani capita spesso di flirtare con melodismo british e le chitarre, per quanto tirate, non graffiano mai sino in fondo. La credibilità non è per il terreno su cui i Brakes si giocano la partita. Il biglietto di presentazione è costituito da "Ring A Ding Ding" e "NY Pie", che presentano basi separate (la prima punk-rock, la seconda country-rock) ed elementi che saranno comuni a tutto il disco: la voce, asprigna, nasale, mezza stonata, tutt'altro che eccelsa eppure adatta; la melodia, immediata anche se non ancora di alto livello (andrà meglio altrove); la freschezza, che si rivelerà in definitiva la carta migliore.

Dopo le armonie vocali su chitarrismo teso di "The Most Fun", alla ricerca di un'esplosione che non arriverà, i Brakes mostrano al mondo tutta la loro faccia tosta con "Heard About Your Band", che, seppur partita su chitarre indie, si lancia ad alta velocità in urla strepitanti che rievocano il fantasma di Jeffrey-Lee Pierce (mentre parlano di tutt'altro). Siamo ben oltre la bestemmia, eppure il pezzo fila in modo talmente lieve da risultare piacevole. Ai Gun Club, "Whats In It For Me?" riaggancia il britpop, due mondi e due modi di concepire la musica opposti più che diversi. Il risultato è, anche qui, a sorpresa, passabile, e il "rischio porcata immonda" è scongiurato (oppure raggiunto e superato).

La lenta e drogata "You'll Always Have A Place To Stay" apre il lotto delle canzoni, che presentano maggior varietà di stili (non di suono). Qui si lambisce la psichedelia, mentre "I Can't Stand to Stand Beside You", forse il brano più riuscito, scosso da detonazioni per una volta realmente violente, va a sbandare in territori stoner. Lasciano buoni ricordi anche la dolce ballata chitarristica "You're So Pretty" e "Sometimes Always" una volta shoegazer dei Jesus and Mary Chain, oggi solo rock tradizionale a doppia voce. Ma la vera intuizione di livello "All Night Disco Party", in cui la band rompe gli indugi e si lancia sorprendentemente in un (bel) disco-punk piuttosto crudo.

"Give Blood" è un insieme di idee buttate là per caso, senza essere sviluppate, un esercizio di puro divertissement, scanzonato e tutto sommato ben impacchettato. I musicisti si saranno divertiti (e si divertiranno a riproporlo) più degli ascoltatori, che si ritrovano un disco certamente evitabile, anche se non da evitare.

(12/04/2006)

  • Tracklist
1. Ring a Ding Ding
2. NY Pie
3. The Most Fun
4. Heard About Your Band
5. What's in It for Me?
6. You'll Always Have a Place to Stay
7. Cheney
8. I Can't Stand to Stand Beside You
9. Pick Up the Phone
10. You're So Pretty
11. Jackson
12. All Night Disco Party
13. Hi How Are You
14. Comma Comma Comma Full Stop
15. Sometimes Always
16. Fell in Love With a Girl
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