Lau Nau

Kuutarha

2005 (Locust) | avant-folk

2005. O almeno pare sia questo, l'anno di uscita di "Kuutartha". E qualora a qualcuno fosse venuta la brillante di idea di spacciarmi questa musica per risalente al 2005 a.C. o al 3005 non avrei avuto enormi difficoltà a credergli. Di fatto, è il 2005 l'anno in cui la finlandese Laura Neukkarinen, in arte Lau Nau, reduce da svariate collaborazioni con compagini di folk sperimentale (come Avarus, Kiila, Anaksimandros, Päivänsäde e altri ancora) debutta (per la Locust) con un'opera di siderale e ineffabile grandezza.

Ce la immaginiamo minutina, discosta dalla realtà, segregata in un mondo di soavi vaneggiamenti distanti dai caustici subbugli urbani ai quali ci aspettiamo di andare incontro in un'epoca post-Duemila. Il rumore evade dagli scenari metropolitani della generazione no-wave e si rifugia in luoghi ove è la quiete a regnar sovrana. Sembra quasi di viaggiare volando nell'aria e nel tempo all'ascolto, abbrancati da carezzevoli fremiti di frastornata leggiadria. L'ascoltatore è déraciné, senza appigli cerca di abbarbicarsi al minimalista incastrarsi di orditure rumoriste, sublimate da eufoniche trame ambient-folk.

Attorno alle orchestrazioni sibilline di Laura, si celano Pekko Käppi, Antti Tolvi e Tomas Regan. I quattro si corredano di numerosissimi strumenti tradizionali scandinavi oltre che di accessori vari, atti a inconsuete sperimentazioni che si affastellano in un percorso mentale fatto di frantumi emozionali. Mantra saturi di tensione ("Jos Minulla Oin"), melodie che paiono scavare nella memoria ("Kuula"), bucoliche processioni funebri ("Kivi Murenee Jolla Kavelee"), sognanti atmosfere di ghiaccio ("Kuljen Halki Kuufarhan"), nenie folkeggianti a bassa fedeltà ("Plakkikanteletar", "Johdattaia-Joleen") e i tre capolavori ("Tulkaa!", "Puuportti Nautaportilta" e "Hunnun"), sunto della capacità di Lau Nau nel combinare maestose canzoni e algidi esperimenti sonori, il tutto con un suono limpido e primigenio.

Il cantato nella propria lingua contribuisce a rendere ancor più alieno questo "Kuutartha", la cui bellezza si fonda proprio sulla sua imperfezione. Potremmo immaginarcelo come un mosaico incompleto, con tanti pregiati e opachi tasselli sparpagliati qua e là, a formare un affresco di avant-folk finnico, fragile e profano.

(15/12/2006)

  • Tracklist

1. Jos Minulla Olisi
2. Kuula
3. Pläkkikanteletar
4. Tulkaa!
5. Puuportti Rautaportilta
6. Johdattaja-Joleen
7. Hunnun
8. Kuljen Halki Kuutarhan
9. Kivi Murenee Jolla Kävelee
10. Sammiolinnut

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