Midwest

Whatever You Bring We Sing

2005 (Homesleep) | alt-folk

Lieto ritorno dei Midwest, che già tre anni fa avevano sbancato tutto lo sbancabile con il loro esordio, "Town And Country". Ed ecco che la Homesleep sforna l'ennesimo disco fresco e intrigante.
"Whatever You Bring You Sing" è unico nel suo genere, proprio perché obbliga chi lo ascolta a riconoscere omaggi e richiami a una gamma vastissima di generi musicali, dischi, band ed esperienze di vita. Ma il risultato di questo miscuglio infernale è unico, e, al di là di ogni giudizio di merito, il loro stile risulta inconfondibile. Questo disco non è easy listening, ma non tanto per la sua anima indie, quanto perché racconta di posti lontani che la maggior parte di noi ha solo immaginato, e si riempie di sonorità non abituali, non da rock club, non da scena italiana, per quanto indipendente.

Clarinetti, tromboni, banjos, mandolini e chi più ne ha più ne metta. L'incredibile potere di trasportarci da Varese all'Arizona della grande depressione. Sappiamo che i quattro sono cresciuti a pane e Neil Young, il che spiega la virtù di creare un insieme di melodie così intimo da sembrare ricordi. Quello che colpisce di questo disco è il suo essere ricordo di una vita mai vissuta.
"Release The Catch" è una ballata struggente alla Damien Rice, capace di riempire una stanza col calore della voce di Gambacorta, che di fatto è disarmante. Senza mai scadere nel patetico, in un dialogo continuo tra voce e archi a creare un suono pieno e capace di curare tutti i mali del mondo. Alla fine dell'ascolto se ne sente subito la mancanza. Splendida.
Sentiamo l'affinità elettiva con Califone, il folk e il country cantautorale, fino al dixie che sa di sedie a dondolo sulla veranda e salici piangenti.

Acclamati dalla stampa italiana e ancor più da quella straniera, incredula e ammirata di fronte a un prodotto così imprevedibile, i Midwest dicono la loro per 10 tracce, passando dal richiamo alla psichedelia di "Chewing Its Name", alla commemorazione dei Beach Boys sullo sfondo di "Lumpy Sea Drivers", alla dolcezza di "Magpie On A Wire". Lucciole e profumi d'estate, colonna sonora di uno stato di grazia. Viola e violoncello da star male, un po' come il piano in "Warmed By The Coming Season". Delicato ed elegante racconto sonoro di una bellezza solo immaginata ma così sentita da essere reale, candele e vino e indefinibile che sa di spazi tanto grandi da riempire gli occhi. Incredibile capacità di lasciare entrare chi li ascolti nella parte più intima del loro universo così profumato e bizzarro.

(11/07/2005)

  • Tracklist
  1. Release The Catch
  2. Odd Fair
  3. J. Rides A Donkey
  4. We're With The Madcup
  5. Magpie On A Wire
  6. Taillights
  7. When The Motor Dies
  8. Cheving Its Name
  9. Jumpy Sea Divers
  10. Warmed By The Coming Season
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