Prefuse 73

Surrounded By Silence

2005 (Warp) | elettronica, hip-hop

Chi è il migliore fra Prefuse 73 e Savath & Savalas? Questa, forse, è una domanda oziosa. Innanzitutto perché sotto i due diversi nomi si cela sempre lo stesso individuo, lo statunitense Scott Herren, ormai stabilmente trapiantato a Barcellona. Poi, perché i due progetti sono entrambi affascinanti, e profondamente diversi. "Prefuse è il mio migliore amico, Savath & Savalas il mio bambino" dice lui, che confessa candidamente di non avere preferenze fra i due. Prefuse è uno dei nomi emergenti della nuova elettronica come del nuovo hip-hop. Savath & Savalas (un album e un lungo Ep sotto questo nome, nel 2004) si potrebbe quasi definire il progetto pop, e dato che Herren non fa mai passare un anno senza che esca qualcosa a lui legato, era facile intuire che il 2005 avrebbe visto il seguito di "One Word Extinguisher", acclamata opera seconda di Prefuse 73 uscita nel 2003.

Molto più del solito, Herren riempie l'album di collaborazioni: rapper, vocalist e altri musicisti si succedono quasi in ogni brano. Spesso un ospite serve a rendere più appetibile commercialmente un album. Qui sono invece il vero fondante dell'opera. Se non il senso ultimo, quantomeno l'elemento costitutivo sul quale si reggono le intuizioni del nostro, prima fra tutte quella fondamentale: Prefuse 73 dà il meglio di sé quando lavora in squadra, se non addirittura al servizio di altri. Forse vi sarete dimenticati il disco, ma vi ricordate la deliziosa "Every Party Has A Winner And A Loser", piccola gemma del primo, altrove claudicante, album solista di Erlend Øye? Se quella era una vera e propria "Prefuse goes pop" come non se ne trovano in "Surrounded By Silence", è però vero che Scott Herren deve aver tratto qualche indicazione da quella traccia. Ai loop, al caratteristico miscuglio di basi dalla forte componente ritmica, schegge melodiche e voci sepolte nel mix, stavolta si aggiungono interventi cantati più consistenti, o veri e propri rap, lasciati ai numerosi invitati di questo disco.
A proposito degli ospiti, frustrante sapere che sono state volontariamente escluse collaborazioni con nomi quali Four Tet o Tunde dei Tv On The Radio. Speriamo di poterle ascoltare nel prossimo Ep (in uscita fra qualche mese, assicura il diretto interessato). Ben rappresentato, invece, il Wu-Tang Clan: Ghostface, Masta Killa e GZA rispondono tutti all'appello.

Il bel singolo "Hide Ya Face", che vede la partecipazione dell'amico El-P e di Ghostface, è un chiaro esempio di quel rap futurista che si sporca volentieri di elettronica. Che le radici di Herren siano ben piantate nel terreno dell'hip-hop (un po' come DJ Shadow o Rjd2, anche se poi non li richiama particolarmente) è cosa nota, d'altra parte, così come che siano in molti a vedere in lui il futuro di un tipo di musica che, Anticon a parte, sembra(va) in un momento difficile. Anche gli appassionati di elettronica vedono in lui il futuro dell'altro genere che questi ultimi anni hanno mostrato maggiormente in affanno: che sia sintomatico?

Insomma, che da Herren ci si aspetti una specie di messia sembra chiaro, e di sicuro questo disco è molto ambizioso, e spesso raggiunge gli obiettivi che si prefissa, il che non è poco… Diciamo anche che questi obiettivi sembrano centrati soprattutto quando, come dicevamo prima, Prefuse 73 si accosta al pop e alla melodia. Non che le strumentali siano deboli, intendiamoci, ma quando arrivano vocalist e rapper è una vera festa. Efficacissimi Aesop Rock in "Sabbatical With Options" e Claudia Deheza in "Pastel Assassins", mentre Kazu dei Blonde Redhead, su "We Got Our Own Way" si trova a cantare su una canzone decisamente più bella della sua voce.
Ma c'è ancora di meglio. Per esempio in "Morale Crusher", pezzo-lampo di poco più di un minuto, Beans tira fuori dal cilindro (o più probabilmente dal cappellino da baseball) un rappato westcoastiano che richiama alla mente addirittura Tupac, confezionando un brano come non se ne erano mai ascoltati nei lavori solisti dell'ex Antipop Consortium. Andate a ripescare il remix di "Mutescreamer" che Herren aveva realizzato per il fagiolino newyorkese: dopo vi sarà chiaro perché questi due dovrebbero collaborare più spesso.

Fra le migliori anche "Pagina Dos", perfetta fusione con i Books. Tre maestri del taglia e cuci realizzano un patchwork dalle mille sfaccettature, breve sintesi in cui l'incontro esalta le qualità di ciascuno. "Mantra" ospita lo scat cubista di Tyondai Braxton, figlio di Anthony e radioso futuro indie con i Battles, in uno schizzo fra i più affascinanti di tutta l'opera. In "Rain Edit Interlude" si smonta e si rimonta anche "Chimacum Rain" di Linda Perhacs, gioiello di un piccolo album di grande culto come "Parallelograms". Ce n'è abbastanza per essere conquistati da questo disco, no?
Menzione finale, poi, per la seducente chiusura, affidata a un altro pezzo di pregiatissimo pop mutante (non sorprende che Herren piaccia a Beck e viceversa): è "And I'm Gone", illuminato dalla voce sognante e distantissima di Trish Keenan, lunatico sole attorno al quale ruotano i Broadcast.
Il voto è quello che vedete qua sotto, ma aggiungete tranquillamente mezzo punto se vi interessa il genere.
  • Tracklist
  1. I've Said All I Need To Say About Them Intro
  2. Hide Ya Face / Featuring Ghostface & El-P
  3. Bad Memory Interlude One
  4. Ty Versus Detchibe / Featuring Tyondai Braxton
  5. Expressing Views Is Obviously Illegal
  6. Pastel Assassins / Featuring Claudia & Alejandra Deheza
  7. Pagina Dos / Featuring The Books
  8. Silence Interlude
  9. Now You're Leaving / Featuring Camu
  10. Gratis / Prefuse Vs. Pedro
  11. We Got Our Own Way / Featuring Kazu
  12. Mantra / Featuring Tyondai Braxton
  13. Sabbatical With Options / Featuring Aesop Rock
  14. It's Crowded / Featuring Claudia Deheza
  15. Just The Thought / Featuring Masta Killa & GZA
  16. La Correcion Exchange / Featuring DJ Nobody
  17. Hide Ya Face / Reminder Version
  18. Morale Crusher / Featuring Beans
  19. Minutes Away Without You
  20. Rain Edit Interlude
  21. And I'm Gone / Prefuse Vs. Piano Overlord Vs. Broadcast Vs. Cafe Tacuba
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