Broadcast

Ha Ha Sound

2003 (Warp) | pop

Dopo l'acclamato gioiellino electro-pop "The Noise Made By People", ecco il ritorno dei britannici Broadcast, già preannunciato mesi fa dal propedeutico Ep "Pendulum" e adesso concretizzatosi con "Ha Ha Sound", licenziato dalla solita Warp Records. Il risultato dei tre anni di gestazione che separano i due dischi non è molto dissimile dalle precedenti prove discografiche del quintetto, pur presentando alcune interessanti novità. Nonostante la sostituzione del batterista Steve Perkins col nuovo arrivato Neil Bullock, l'assetto musicale resta più o meno lo stesso: a caratterizzare i brani è sempre la voce di Trish Keenan, che accarezza con le sue melodie infantili il tappeto sonoro intessuto dai suoi compagni. Il suono in certi momenti risulta maggiormente strutturato rispetto al passato, in virtù di ritmiche più ossessive e meno soffuse e di rumorismi elettronici, che talvolta riportano agli esperimenti dei Pink Floyd di fine 60. Resta in ogni caso immutata l'atmosfera distante e quasi fiabesca della loro proposta musicale, accostabile in più momenti a quella dei loro (più o meno dichiarati) maestri Stereolab.

Apre le danze la fluttuante "Colour Me In", caratterizzata da un'assenza di ritmo che, insieme alla consolidata capacità melodica della Keenan, conferisce alla traccia un'aria onirica decisamente familiare, qui però alterata da inquietanti effetti sonori; con "Pendulum" lo scenario cambia decisamente: il ritmo è ossessivo, gli accordi sono dissonanti, l'effetto è tanto lontano dagli stilemi del gruppo quanto irresistibile. Con la sognante ballata "Before We Begin", si torna su registri noti; la successiva "Valerie", basata su un arpeggio acustico disturbato da un sottofondo di rumori vintage (memore di certi momenti bucolico-psichedelici di "Ummagumma"), si rivela uno dei brani più stuzzicanti del lotto.

Andando avanti nell'ascolto, l'album è tutto un alternarsi di momenti tipicamente Broadcast come "Minim" (che nella struttura ritmica riporta alla memoria i brani più riusciti di "The Noise Made By People"), la quasi natalizia "Lunch Hour Pops" e la minimale "The Little Bell", a episodi più sperimentali, come gli interludi strumentali della martellanti "Black Umbrellas" e "Distortion" e la breve cantilena di "Oh How I Miss You". Questa sorta di apparente schizofrenia è ben esemplificata dal finale di "Winter Now", dolce valzer lisergico, contrapposta alla distorta e meccanica "Hawk", non distante dai My Bloody Valentine più dreamy e rumorosi.

Tirando un po' le somme, "Ha Ha Sound" è un album riuscito solo a metà. Non è un brutto disco, ma soffre un po' troppo il paragone col suo predecessore, sia per la mancanza di canzoni dirette del calibro di "Come On Let's Go" e "Papercuts", che per il fatto di non rappresentarne una degna alternativa. Se quella gradevole vena pop alla Bacharach sopravvive in certi pezzi, gli episodi più interessanti, eccezion fatta per i momenti più autoindulgenti, sono quelli in cui la band sfodera toni più aggressivi. Peccato che il risultato d'insieme lasci un po' l'amaro in bocca. Ciononostante, i Broadcast restano una realtà interessante del panorama britannico, una valida evoluzione dell'indie-pop elettronico degli Stereolab.

(26/10/2006)

  • Tracklist

1 Colour Me In
2 Pendulum
3 Before We Begin
4 Valerie
5 Man Is Not a Bird
6 Minim
7 Lunch Hour Pops
8 Black Umbrellas
9 Ominous Cloud
10 Distorsion
11 Oh How I Miss You
12 The Little Bell
13 Winter Now
14 Hawk

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