System Of A Down

Mezmerize

2005 (American / Sony Columbia) | alternative-metal

Attesi da pubblico e critica alla prova del fuoco del terzo disco (escludendo la raccolta di outtake "Steal This Album"), i System Of A Down partoriscono questo "Mezmerize", prima parte di un progetto che dovrebbe completarsi tra sei mesi con il gemello "Hypnotize".
Messia portatori di un nuovo verbo metal/hard-rock per alcuni, furbi manipolatori di generi per altri, Daron Malakian, Serj Tankian & C. possiedono una propria identità musicale, fatta di accelerazioni e pause, di violenza intervallata a momenti melodici che, visto il successo riscontrato, non sono certo intenzionati ad abbandonare, ma semmai a sviluppare in nuove direzioni.

Rispetto all'ottimo "Toxicity", album ben accolto da critica e pubblico e che ha garantito loro il successo internazionale, questo terzo disco si presenta decisamente più poliedrico, le parti melodiche in alcuni casi sono quasi pop, la dicotomia tra i generi si fa più marcata e, va da sé, "Mesmerize" può dare la prima impressione di essere un disco confuso, leggero e, per questo, furbescamente commerciale.
Bisogna dire però che, dopo i dovuti attenti ascolti e considerata la scena musicale nel quale sono inseriti, i System propongono cocktail di generi che vivono di una freschezza e di un coraggio stilistico non facilmente rintracciabili nella gran parte dei dischi prodotti recentemente in ambito hard-rock/metal.
Dopo l' intro-ballad di "Soldier Side", si viene investiti dalla furia iniziale di "B.Y.O.B." nella quale si colgono già le prime novità e i primi rischi che i System hanno voluto correre in questo album. Rischiosa, in termini di possibili riscontri della critica, può essere la scelta di alcune parti del pop più commerciale a sottolineare, in questo pezzo, una sorta di disorientamento mentale che certa musica esercita sui giovani nascondendo loro i tanti orrori del mondo attuale.
La novità, se così si può chiamare, sta nell'utilizzo più esteso e costante della voce del chitarrista Daron Malakian, più incline al metal classico, accanto a quella più eclettica e singolare del cantante Serj Tankian; nonostante il buon Serj, giustamente innamorato della propria dote, si produca in vocalizzi a volte troppo arditi, la scelta di quest'incrocio di voci sembra essere l'elemento più riuscito del disco.

Mentre sia "Revenga" sia "Cigaro" si presentano in puro stile S.O.A.D., impeto metal interrotto da ritornelli melodici destinati a fissarsi nella mente, "Radio/Video" è una delle tracce in cui i System osano di più e, in definitiva, una delle migliori del disco: l'hard-rock non è più in primo piano, ma fa da intervallo a una filastrocca ethno-folk che diventa reggae, accelera per trasformarsi in danza gitana, e si conclude con un ultimo scoppio di potenza.
Se in alcuni passaggi musicali e nelle stramberie del testo di "This Cocaine Make Me Feel Like I'm On This Song", si può riconoscere un palese debito verso i Dead Kennedys, certi passaggi di "Violent Pornography" e "Sad Statue" richiamano senz'altro i Bad Religion: il risultato sono comunque tre brani che, nonostante qualche debolezza, rimangono senz'altro godibili.
In mezzo a loro, si nasconde la seconda perla di "Mezmerize": sarà forse tra le tracce meno "ricercate" del disco, ma "Question!" è una ballata dal respiro epico, che offre la miglior prova tecnica di tutti e quattro i componenti del gruppo, primo su tutti il bravissimo batterista John Dolmayan.
Più particolare è invece "Old School Hollywood", ibrido metal-new wave in cui effetti elettronici si amalgamano perfettamente con i crescendo di batteria e con le esplosioni chitarristiche, dando vita a un pezzo di assoluta presa e a uno dei migliori tentativi di "innovazione" del sound sperimentati in questo album dai System Of A Down.
"Mezmerize" si conclude in un clima di amara dolcezza con "Lost In Hollywood", una ballata malinconica affidata completamente a Daron che, supportato dal backing vocals di Serj, inveisce contro un mondo dorato fatto di falsità e privo di valori, concludendo l'album con una frase di sicuro impatto, ma che forse - e Malakian e soci lo sanno - si può rivolgere anche a parte del loro sempre più numeroso pubblico: "All you bitches put your hands in the air and waves like you just don't care".

In conclusione, "Mesmerize" non è inferiore al suo più predecessore ("Toxicity"); merita però almeno mezzo punto in meno per la scelta della band di pubblicare il gemello "Hypnotize" come album separato; far pagare una ventina di euro trentasei minuti di musica avendone già pronti altrettanti è una presa in giro che non ci si aspetta da chi fa certi proclami.
A parte ciò, "Mezmerize" si rivela un buon disco, ottimamente suonato, di cui si possono dire tante cose: che sia più vendibile perché più melodico dei precedenti, che sia contraddittorio nello scagliarsi contro il vuoto pneumatico delle giovani menti da party utilizzando melodie di facili presa, ma che conferma anche che i System Of A Down sono un gruppo che non ha paura di rischiare e di mettersi in gioco.
Nonostante tutto, insomma, il gruppo armeno resta una delle realtà più importanti del moderno scenario di metal e dintorni.

(02/10/2009)

  • Tracklist
  1. Soldier Side - Intro
  2. B.Y.O.B.
  3. Revenga
  4. Cigaro
  5. Radio / Video
  6. This Cocaine Makes Me Feel Like I'm On This Song
  7. Violent Pornography
  8. Question!
  9. Sad Statue
  10. Old School Hollywood
  11. Lost In Hollywood
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