VVV

Resurrection River

2005 (Mego) | elettronica

Uscito sotto questa ermetica sigla e forte di una copertina di una bruttezza epocale, "Resurrection River" è il secondo album del trio formato da Alan Vega (voce dei Suicide), Mika Vainio e Ilpo Väisänen (in arte i Pan Sonic). Dalle loro iniziali la triplice V.
Il sodalizio vanta un'esistenza quasi decennale. A nome Vainio Väisänen Vega i tre avevano fatto uscire uno strano Lp, "Endless", registrato nel 1997 ma pubblicato l'anno successivo. Strano perché dava la netta sensazione di una mera sovrapposizione. Vega faceva quello che gli riesce meglio (o che gli riesce e basta) su pezzi già registrati dei Pan Sonic, e non dei migliori. Insomma, non dava l'impressione di una vera collaborazione, ma quasi di un album di bastard-pop in anticipo sui tempi.

Oggi arriva un nuovo capitolo, ma "Resurrection River" non è il seguito di "Kesto". Le sessioni di registrazione dell'album, infatti, sono datate 2002. Sono i Pan Sonic di "Altopiiri" quelli che troviamo qui, dunque: più "melodici", se ci passate l'espressione, più morbidi e riflessivi. Anche meno incisivi, bisogna ammetterlo. Stavolta, però, le basi dei finlandesi si amalgamano meglio agli slogan di Vega, a cui giovano le note di synth come sottolineatura. In "Endless" il suono senza compromessi che Vainio e Väisänen avevano adottato in quel periodo (era lo stesso anno di "Kulma") lo aveva aiutato ben poco.

Si espone subito la mercanzia, dunque. Piazzata in apertura, la title track si ammanta di un "Glory Glory Hallelujah" e dell'accoppiata ritmi potenti-ronzii che è da sempre un po' il marchio di fabbrica del duo finlandese. Poche note e ritmiche industriali dipingono gli scenari desolati dove Vega si muove con il solito grande agio, in cui il reietto newyorchese lascia la sua eco scavare nella desolazione. E' il caso dell'opprimente "Desperate Nation", fra gli episodi più riusciti.
"Sellin' My Monkeys" è uno di quegli incubi metropolitani americani che solo Vega riesce a raccontare, ma che Rev non sa più rendere materia: in questo Vainio e Väisänen sono ottimi sostituti.

Eccentrica e bizzarra, in fondo, questa vecchia/nuova collaborazione: se non sempre è centrata, se qualche volta l'obiettivo risulta fuori fuoco, almeno "Resurrection River" riesce a spiazzare laddove il suo predecessore era spesso largamente prevedibile. "11:52 PM", roba da non crederci, vanta quello che con un po' di buona volontà potremmo chiamare un assolo di synth, e una cadenza blues. "Chrome Z-Fighters 2003" è probabilmente quanto di più pop sia mai uscito dai tre. La conclusiva "It's Violence" è quasi un brano da club. Un sinuoso fischio mutante, praticamente mai sentito in un disco dei Pan Sonic, accompagna "Black Crucifix" fino alla fine. La musica in "Life" è un thriller del Dario Argento dei bei tempi.
Anche i testi riservano sorprese: inusuali, ma di effetto, i numerosi riferimenti religiosi. Un Alan Vega che non ti aspetti rende "Resurrection River" un disco inopinatamente speranzoso.

Certo, all'ultima traccia si arriva stanchi. L'album non ripaga del tutto l'ascoltatore della sua pesantezza, ma può comunque dare più di una soddisfazione, specie a chi già segue tutte le metamorfosi e i vari progetti delle tre V.
Se questo disco non cambia niente né nella storia dei Pan Sonic né in quella di Vega, va però detto che si tratta di un documento che doveva essere pubblicato. Perché è prescindibile, certo (ma quanti dischi lo sono!), e tuttavia non inutile. Perché è più riuscito di "Endless". Perché, in fondo, è il miglior disco dei Suicide da oltre venti anni a questa parte.

(06/06/2010)

  • Tracklist
  1. Resurrection River
  2. I Got Wheels, I Got Nails
  3. Desperate nation
  4. So Tired
  5. It Was Her Eyes
  6. 11:52 PM
  7. Job Blue
  8. Sellin' My Monkeys
  9. Chrome Z-Fighters 2003
  10. Black Crucifix
  11. Life
  12. It's Violence


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