Zincs

Dimmer

2005 (Thrill Jockey) | alt-country

Forte dell'esperienza con i Sophia, Jim Elkington decide di trasferirsi a Chicago e di iniziare la propria personale carriera solista. Si dota di un moniker - James Zinc - che tramuterà di lì a poco in "Zincs", e realizza un Lp, quasi subito dimenticato un po' da tutti, quale "Moth And Marriage" (Ohio Gold, 2001). L'ensemble dei live set annovera, oltre a Elkington (voce, chitarre e tastiere), Nathaniel Braddock (già in Ancient Greeks e Butchershop Quartet, alle chitarre 6 e 12 corde), Nick Macri (attivo anche con Euphon e Bobby Conn, al basso) e Jason Toth (batteria). Nel 2003 registrano un extended play, contenente, oltre a tre nuovi brani, anche due cover ("Sleep" dei This Heat e la chiusa del "White Album" Beatles-iano, "Goodnight"), dal titolo di "40 Winks With The Zincs", per la Calm Answer. Il 2005 vede l'uscita di "Dimmer", il secondo Lp su Thrill Jockey, assieme alla speranza di una maggiore visibilità.

Si parte con una chitarra assorta e spezzata nelle sue ellissi e le sue sincopi accordali, sorniona nelle sue sfumature timbriche, mentre una voce che unisce in modo vellutato Smog e Lou Reed battaglia con degli archi nostalgicamente Walker-iani ("Breathe In The Disease"). La batteria di Toth si auto-proclama diligente allievetta delle evoluzioni di Doug Scharin, mentre il resto della band sfiora armonie blueseggianti. Si prosegue con "Beautiful Lawyers", un college-pop sereno e cristallino, con spezie electro di effetti reverse, e una riuscita cellula melodica del chorus. "Stay In Your Homes" riprende il riff trottante di "Breathe In The Disease", secondo un ulteriore coktail-jazz à-la "Transformer", con tastiere thriller, qualche guizzo sperimentale e una breve jam finale (una sorta di danza campestre per acustica e campioni elettronici).

Altro brano convincente è "Bad Shepherds", forte di una chitarra bop-swing che sfocia in un tema tex-mex alla Calexico e archi d'impostazione Dvorak-iana e post-romantica, anche se funestata da una linea vocale troppo indistinta.
"New Thought" è una rincorsa country-rock, con chiose chitarristiche e archi orientaleggianti ad accompagnare per tutto il pezzo (riuscito soprattutto nella progressione voce-arrangiamento). "Sunday Night", piece Sylvian-iana a partire dal timbro vocale di Elkington, instaura un ponte tra lo stesso Sylvian e gli impasti sonori dei Bark Psychosis, soprattutto nelle parentesi strumentali a lunghezza variabile.

"Passengers" è una serenata roots tra Giant Sand e Go-Betweens, e "A Colt's Tooth" è uno sketch strumentale crepuscolare per chitarra, impalpabili droni electro e corse d'archi tra lo spettrale e il cameristico. "Moment Is Now!", forse il punto più basso del disco, riduce i Modern Lovers più inquadrati e meno schizoidi a banale macchietta riempitiva. "The Meagre Prick", una modesta piece folk per chitarra e violino - a richiamare alla memoria certo John Denver -, esibisce un gorgheggio di Elkington (l'unico in tutto il disco).

Zincs possiede un songwriting affabile e talvolta schietto, ma privo del necessario coinvolgimento emotivo. Più che tutto unitario, è un'opera di somma delle parti, a causa di una produzione enfaticamente ariosa e marcatamente staccata, cosicché anche gli sforzi più encomiabili divengono un po' indigesti. Alt-country per neofiti, tanto scorrevole quanto grossolano, soprattutto generico al pari dell'etichetta che si porta appresso. Arrangiato da Fred Lonberg-Holm, compositore di jazz d'avanguardia e violoncellista di New York, collaboratore di Zorn, Braxton e God Is My Co-Pilot, come Elkingon trasferitosi a Chicago nel 2000.

(10/12/2006)

  • Tracklist
  1. Breath In The Disease
  2. Beautiful Lawyers
  3. Bad Shepherds
  4. Passengers
  5. Stay In Your Homes
  6. A Colt's Tooth
  7. Moment Is Now!
  8. New Thought
  9. Sunday Night
  10. The Meagre Prick
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Il pop-rock colto di James Elkington, inglese di Chicago

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