Barry Adamson

Stranger On The Sofa

2006 (Central Control) | alt-rock

Bassista dei Magazine e dei Bad Seeds dei primi dischi, Barry Adamson ha intrapreso la sua carriera solista sul finire degli anni Ottanta. Nei suoi lavori Adamson ha mostrato di essere ottimo musicista e grande ascoltatore e conoscitore di rock in senso lato, sviluppando una tendenza da compositore (concretizzatasi poi nelle collaborazioni con Oliver Stone e David Lynch) e andando a lambire uno spettro sonoro molto vasto.

Il suo ultimo "Stranger on the Sofa" non fa che confermare la maestria e l'eclettismo del suo autore, ma, al contempo, gli anni che passano ne mostrano tutti i limiti, che non sono d'ispirazione, quanto piuttosto di personalità e incisività. In pratica, ci si trova di fronte ad un album fatto di pezzi alla maniera di, rifatti in modo egregio, con produzione sempre sin troppo luccicosa e perfettina, ma senz'anima. Mestiere a pacchi, insomma, ed emozione ai minimi storici.

Parlavo di varietà: basta l'inizio per palesarla. "Here in The Hole" è un recitato fosco nelle cui fessure si inseriscono soffi di elettronica; "The Long Way Back Again" è una cavalcata di frontiera d'impostazione classica, con spruzzi di armonica e organetto; "Who Killed Big Bird?" è uno strumentale su ritmi tribali da ballo meccanico, con intrusioni di organo e fiati. "Officer Bentley's Fairly Serious Dilemma" parte invece come pop-rock squillante dal sapore funky, poi è trascinato in un lungo corpo centrale di schitarrate assortite di varia ispirazione (hard, wave, noise), per concludere tornando nell'ovile.

La carne a fuoco è parecchia, ma la fiamma non è sufficiente, sicché tutto viene cotto solo un po', ma niente raggiunge il livello adeguato. "Theresa Green" è uno dei pezzi che più vi si avvicina, soul moderno su giro di piano e chitarra con elettronica suadente, cantato nel registro del Lanegan più fatalista. E' il preludio ai momenti migliori, quando Adamson ricerca partiture più interiori, e l'artificiosità annega nel piacere. Trattasi di "The Sorrow and the Pity", tra gli Air delle Vergini Suicide e i pennelli burtoniani, e di "Inside of Your Head", ballata fatata, fra Morricone e i Calexico.

La cifra generale però non cambia e il gioco dei riferimenti è il maggiore sussulto (intellettuale) che il disco può dare: in questo, il punto maggiore lo raggiunge la mediocre "My Friend the Fly", che va a citare gli spot dei Residents del "Commercial Album", mettendovi a termine un'apertura in fiati. Non resta che altro vagare, il rockettino di "You Sold Your Dreams", l'ambient di "Deja Morte", l'elettronica inquieta fra Two Lone Swordsmen e post di "Dissemble", pezzi ancora una volta fra la sufficienza e la noia.
"Stranger on the Sofa" è il classico esempio di come sia difficile trovare criteri universali e "freddi", basati sulla composizione, per giudicare la musica. Non si parla di equazioni: e tecnica, gusto e conoscenza non danno automaticamente come risultato un bel disco.

(28/07/2006)

  • Tracklist
  1. Here in The Hole
  2. The Long Way Back Again
  3. Officer Bentley's Fairly Serious Dilemma
  4. Who Killed Big Bird?
  5. Theresa Green
  6. The Sorrow and the Pity
  7. My Friend the Fly
  8. Inside of Your Head
  9. You Sold Your Dreams
  10. Deja Morte
  11. Dissemble
  12. Free Love
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