LINGUA - The Smell Of A Life That Could Have Been

2006 (Rebel monster)
post-grunge

Dopo anni di demo e due misconosciuti Ep, i misteriosi

Lingua approdano dunque al loro primo long playing ufficiale con un

lavoro, sbilanciamoci subito, assolutamente pregevole, forse uno dei migliori

debutti dell’anno, capace di donare una nuova dimensione al grunge e al contempo garantire una

sorta di linearità con la ruvida ed essenziale tradizione del genere dei

primissimi anni 90. Certo, nel viaggio da Seattle a Stoccolma, qualcosa di quel

leggendario, riottoso disagio giovanile è andato irrimediabilmente perso, come

latenti (o, nel peggiore dei casi, edulcorati) emergono ora i moti

insurrezionali di idealismo, nichilismo e pessimismo sociale soltanto in minima

parte recuperati dagli ultimi Pearl

Jam, forse più per indole che per continuità storica. Parlare di grunge oggi

sembra alquanto anacronistico, e aggiungere un post rischia di confondere

ulteriormente le idee. Tuttavia, parimenti il metal, l’aggiornamento del genere non

ha comportato note esclusivamente negative, bensì una serie di avvisaglie

tipiche di un processo evolutivo vero e proprio iniziato nel lontano 1985 con

“Come On Down” dei Green River,

seminale capolavoro davvero foriero di un’epoca. Una certa natura volubile,

sconveniente, grandemente connotata con una realtà spesso desolante, ha reso

elastico il tessuto sonoro e passionale indossato dal genere, concretamente

influenzato dal metal, dal progressive, dall’hardcore e da alcune

caratteristiche peculiari dello stoner .

I Lingua sembrano aver

compreso alla lettera la lezione, con una personale rivisitazione esistenziale

husserliana che si serve proprio dell’attuale veste del grunge per

prendere forma, e una dedizione genuina a un sound corposo,

straordinariamente compatto e talvolta pure epico, grazie soprattutto ai

poderosi chorus (“May Crayons Guide The Sheep”), a groove

incalzanti (“Aftermath”) e a una sezione ritmica sempre all’altezza (“You Wonder

Why You Still Wonder Why” e “No Footing”).

“The Smell Of A Life That Could

Have Been” definisce la propria estrazione fin dall’inizio. L’ opener

“May Crayons Guide The Sheep”, dopo un breve intro di voci incrociate,

svela la propria materia violenta, aggressiva, con un inno rabbioso e monolitico

di grande impatto emotivo. Il flusso energetico della prima traccia si riversa

nella seconda, “You Wonder Why You Still Wonder Why”, dove l’approccio a un

epic-rock in chiave grunge trova un’efficace collocazione, con il

ritornello ripetuto tre, quattro, cinque volte sopra un grandioso tappeto di

voci in background che ne sottolinea l’intensità, la drammaticità, alla

stregua del coro del teatro greco, prima dell’inevitabile (ma tutt’altro che

gratuito) anticlimax intimistico che prelude a una nuova e più potente

deflagrazione.

I Lingua alternano atmosfere dense di tensione e

inquietudine (“Out Of Faces”) a digressioni metal (la prima parte di “Control

Yourself”, molto vicina agli ultimi Bleeding Through), senza

mai compromettere la propria personalità. Le melodie dell’album, mai banali e

comunque sempre godibili, come in alcuni pezzi dei Soundgarden, sono costanti

necessarie per la band, con soluzioni che potremmo definire classiche (la

notevole “Constant State Of Puttra”) o vagamente sperimentali (la già citata “No

Footing”), riff evocativi e costruzioni che talvolta scivolano volutamente in

acidi anfratti punk (la poliedrica “Aftermath”) subito riassorbiti in ricordi

nostalgici e distanti nel tempo (l’acustico intermezzo “I Have No Human Me”).

“Trasparent Barriers”, adeguato epilogo a un album che sorprende e conquista

a ogni nuovo ascolto, apre un altro squarcio nello scoraggiante orizzonte urbano

che, fin dall’ artwork essenziale e minimalista, per la band continuerà a

riciclarsi in anonime architetture sterili, in uno sfogo finale dai toni ancora

decadenti, con l’ultimo assolo che muore solitario sotto un cielo senza stelle.

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27/07/2006

Tracklist

  1. 1. May Crayons Guide The Sheep
  2. 2. You Wonder Why You Still Wonder Why
  3. 3. Out Of Faces
  4. 4. Control Yourself
  5. 5. Constant State Of Puttra
  6. 6. Aftermath
  7. 7. No Footing
  8. 8. I Have No Human Me
  9. 9. Transparent Barriers

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