Spleen

Nun Lover

2006 (Load Up Records) | rock

Nell’estate del 2005 Cristiano Godano (leader dei Marlene Kuntz) e Rob Ellis (produttore e batterista per PJ Harvey o gli stessi MK) danno vita al progetto Spleen insieme al chitarrista John Klinghoffer (PJ Harvey, Beck, John Frusciante) e al contrabbassista jazz sperimentale Giorgio Vendola; a più di un anno di distanza esce per la Load Up Records, e con la produzione dello stesso Ellis, “Nun Lover”, il frutto di questa collaborazione.

Passata la melliflua danza per chitarre dell’iniziale “The Head And The Ass”, già dalla seconda traccia si riconoscono le atmosfere scure di cui si permea gran parte del disco, “Sister Ruth” è un rock teso e cupo con Ellis a cantare come il più diabolico Waits sulle ritmiche perfette create dalla batteria e dal contrabbasso di Vendola, per quello che si rivelerà uno dei pezzi migliori del disco.
La poca luce fatta filtrare dai cori di “Sister Ruth” svanisce del tutto nella seguente “Nocturne”, un blues che parte canonico e, sospinto da una chitarra assillante, diventa caotico dietro la voce che mugola, grugnisce e rumoreggia; verso la fine il clima sembra rasserenarsi come conferma anche “Claude The Pussy”, un altro intermezzo strumentale con tanto di tintinnii di triangolo, questi poi si riallacciano alla seguente “Oginoknaus”, breve ed eterea mescolanza di voci sfasate tra loro accompagnate da poche note di chitarra ripetute all’infinito.

I pezzi strumentali si ripetono ciclicamente e “The Bad Man”, minimalista e soffusa tra cinguettii di uccelli e archi ora vibrati ora tesi, non fa eccezione a parte la durata che è sopra i tre minuti; “Pointless Satire”, in cui l’effetto vocale ricorda gli Alice In Chains, e “Looking For…”, sofferta e morbida ballata che però non convince troppo, sono ancora una volta separati da un intermezzo (“Goodbye Scapezzano”), tutto poggiato sull’abilità di Vendola.
Il contrabbassista torinese è il vero outsider di questa band, se infatti Ellis gioca a fare il Lou Reed nella velvettiana cavalcata di “Glass Eyes”, Vendola si produce nell’ultimo strumentale, “Giorgio’s Lament”, cinque minuti di (quasi)assolo veramente notevoli che introducono alla conclusiva “Schizofrenic Red House Blues”.

“Nun Lover” si rivela alla fine un lavoro pregevole, a parte qualche soluzione ripetitiva; Ellis si trova a suo agio nel giocare all’imitazione dei cantautori più cupi ma, soprattutto, tutti i musicisti presenti suonano all’altezza delle loro capacità, con una menzione particolare per Giorgio Vendola, classe 1972, vera rivelazione del disco.

(23/12/2006)

  • Tracklist
  1. The Head And The Ass
  2. Sister Ruth
  3. Nocturne
  4. Claude The Pussy
  5. Oginokaus
  6. The Bad Man
  7. Pointless Satire
  8. Goodbye Scapezzano
  9. Looking For...
  10. Glass Eyes
  11. Giorgio's Lament
  12. Schizophrenic Red House Blues
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