Television Personalities

My Dark Places

2006 (Domino) | pop

I Television Personalities (d'ora in avanti: TvP) sono un gruppo di culto. Meritano gli elogi sempre più frequenti del mondo del pop indipendente. Meritano compilation-tributo, ristampe e articoli di approfondimento.

Meritavano, fino a qualche tempo fa, anche il ritorno sulle scene con un'etichetta che li potesse promuovere in maniera adeguata e risarcire, grazie all'esposizione mediatica, di tutta la terra che gli è toccato mangiare nel corso di una carriera ventennale. Ciò è accaduto negli ultimi mesi grazie alla Domino, che - forte dei quattrini intascati con Franz Ferdinand e Arctic Monkeys - può permettersi di dare alle stampe "My Dark Places", primo vero album dei TvP da tempo immemorabile. Se c'è giustizia al mondo, nel giro di qualche settimana il nome e i ritornelli sghembi e sarcastici di Dan Treacy torneranno sulla bocca di tutti, a prescindere dalla qualità di questo album.

Per fortuna. Perché il nuovo disco dei Television Personalities ci sembra debole, discontinuo e più eterogeneo del lecito. Per dirla meglio: non riesce a far giocare a proprio vantaggio la debolezza, la discontinuità e l'eterogeneità di arrangiamenti e registrazione, capisaldi dei momenti più alti della discografia dei TvP (i primi due album o "The Painted Word"). Come diremmo al bar, di fronte a un bicchiere di quello buono: ci sono i vecchi ingredienti, ma manca il colpo di genio. Sarà perché Treacy è invecchiato e si è indurito (a parte gli scherzi: è stato davvero malaccio, e nel corso degli anni 90 è letteralmente sparito dalla circolazione, tra pere, galera ed esaurimenti nervosi), sarà perché nessuno l'ha aiutato a cavare fuori dal suo proverbiale disordine qualche melodia memorabile a corredo di testi sarcastici al limite del cinismo (vi basti un pugno di titoli: "All The Young Children On Crack", "Sick Again", "Ex-Girlfriend Club") o del cazzeggio puro ("How did the Velvet Underground get that sound?"). La poetica di Treacy funzionava benissimo quando, tra la fine dei 70 e la metà degli 80, praticava il suo personale revival mod-psichedelico-cialtrone in anni di punk e new wave. Oggi siamo di fronte a un songrwriter inacidito e con le idee un po' confuse, dispiace dirlo ma è così.

A rafforzare questa confusione arrivano certe scelte musicali quantomeno sfocate: "My Dark Places" tocca, senza mai approfondire troppo, drone-rock, ritmi sintetici d'accatto, ballate desolate, pop-song appena abbozzate - il pezzo forte di Treacy, all'epoca in cui sapeva dosare canzoni vere e riempitivi da teatrino dell'assurdo.
Nessun dubbio sulla sincerità degli intenti di Dan, ma qui sembra che siano rimasti un pugno di tracce di intensità convincente (tanto per citare qualcosa, le ballatacce "I'm Not Your Typical Boy" e "I Hope You're Happy Now" o il siparietto "She Can Stop Traffic") e troppi riempitivi sgraziati. Auguriamoci tuttavia che il nome rimanga, e a lungo.

(22/12/2006)

  • Tracklist
  1. Special Chair
  2. All The Young Children On Crack
  3. Sick Again
  4. Ex-Girlfriend Club
  5. Distant Radio
  6. Velvet Underground
  7. My Dark Places
  8. I'm Not Your Typical Boy
  9. You Kept Me Waiting Too Long
  10. They'll Have To Catch Us First
  11. She Can Stop Traffic
  12. Tell Me About Your Day
  13. Then A Big Boy Came and Knocked It All Down
  14. I Hope You're Happy Now
  15. No More I Hate You
  16. There's No Beautiful Way To Say Goodbye
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