Underworld/ G. Yared

Breaking & Entering Soundtrack

2006 (V2)
ambient, film music, ambient-techno

Per gli Underworld, il cinema non è cosa nuova. Quella "Born Slippy" che Danny Boyle aveva voluto come pezzo forte della colonna sonora di "Trainspotting" (1996), quand’anche non si trattasse di materiale originale scritto per l’occasione, vantava il pregio di rafforzare la dimensione cinematica e lisergica della loro visione musicale. Dieci anni dopo, Hyde e Smith si accostano nuovamente alla pratica, stavolta con un ruolo attivo nella lavorazione, pure affiancati da un collaboratore già più che rodato, quel Gabriel Yared che ha accompagnato splendidamente le sequenze più belle di film come "Il talento di Mr. Ripley", "Il paziente inglese", "Cold Mountain" e "City Of Angels" (solo per citarne alcuni).

Il film in questione, "Breaking & Entering" (Mirage/Weinstein/Miramax, 2006), narra di una vicenda ambientata nella Londra contemporanea dell’area multietnica, movimentata e vagamente metafisica del King’s Cross, in cui Will, giovane architetto in crisi coniugale e creativa, vede aprirsi nuove possibilità quando incontra un rapinatore extracomunitario e gli si presenta la possibilità di "rompere" con la vecchia vita in stagnazione e di "inserirsi" in un nuovo emozionante flusso vitale. Il cast annovera nomi d’eccezione come Jude Law, Martin Freeman e una sempre magistrale Juliette Binoche. Anthony Minghella, regista e sceneggiatore, che in passato ha già spesso legato il suo nome a quello di Yared ("Il paziente inglese" su tutti), questa volta decide dunque di donare alla pellicola un tocco metafisico in più: la techno del duo.

La risultante, a parte riferimenti che spaziano da Eno agli Autechre più cinematici, da Mertens al Badalamenti meno fosco fino all’austerità delle piece di Max Richter, mette a fuoco alcuni momenti topici proprio quando - non a caso - a darci dentro sono tanto gli Underworld quanto il compositore libanese. Tra questi stanno sicuramente il puro percussionismo a tecnica mista a metà tra "In Den Garten Pharaos" e la Tortoise-iana "Djed" di "Monkey Two", il pattern con note sparute di piano di "Hungerford Bridge", il downbeat elettroacustico di "Sad Amira", il mood liturgico impostato dal feedback e completato da cori di distorsioni di "We Love Bea", e l’allungo finale sovraccarico d’ondate d’archi e chiuso da chitarra acustica in solitario di "Counterpoint Hang Pulse".
Altri momenti fascinosi si ritrovano dispersi qua e là in una tracklist soporifera, compilata senza soluzione di continuità: da "Broken Entered" (gorgo neoclassico con vocalizzo gregoriano), ai main titles di "A Thing Happens"-"St Pancras", da "Mending Things" ( loop , organo e melodica straziante degna di Mark Hollis) a "Primrose Hill" (glitch atmosferico ripreso da un piano decadente).

Partitura a sei mani provvista d’eleganza e armonia che per tre quarti abbisogna disperatamente delle immagini filmiche da cui è stata generata. Verrebbe da dire: ovvio, ma dagli Underworld (e dal Gabriel Yared a tu per tu con gli Underworld) era lecito aspettarsi davvero una "rottura" in piena regola. Invece, all’ascolto pare di sguazzare in un mare interminabile. La data di distribuzione del film per il mercato italiano, a cura della Buena Vista è prevista per metà marzo 2007.

11/01/2007

Tracklist

1. A Thing Happens
2. St Pancras
3. Sad Amira
4. Monkey One
5. Not Talking
6. Hungerford Bridge
7. We Love Bea
8. Happy Toast
9. Monkey Two
10. Will And Amira
11. Primrose Hill
12. So-Ree
13. Mending Things
14. Broken Entered
15. Piano Modal
16. Counterpoint Hang Pulse

Underworld/ G. Yared sul web