Cristina Donà

La quinta stagione

2007 (Emi) | pop-rock

Svolta che aveva in sé i germogli di una rivoluzione. "Dove sei tu", terzo album di Cristina Donà, si segnalava per il suono, molto meno spigoloso che in passato, e per il diverso piglio delle melodie, sempre ricercate eppure più vendibili. Cambiamenti più che altro formali, dato che la Donà confermava pregi e difetti nella sua persistente doppia veste di musicista curiosa e melodista raffinata, a volte fin troppo persa a rincorrere soluzioni poco adatte alle sue corde.

"La quinta stagione" esce a quattro anni da allora, con tanto di major e nuova produzione (Emi e Peter Walsh). E' qui che la Donà si getta alle spalle il passato; e gli esperimenti. Dieci ballate, arrangiamenti timidi più che garbati, suono totalmente appiattito.
Apro una parentesi. Ho sempre ritenuto che il talento maggiore della cantautrice lombarda sia stato quello di saper scrivere benissimo un tipo di canzone: quel lento atmosferico e involuto squarciato di pathos all'improvviso, alla "Goccia", ma anche alla "Invisibile" (per andare alla chiave più pop, che è poi quella del nuovo disco). Bene, di canzoni del genere a questo giro ce n'è solo una, ed è il gran bel singolo d'apertura, "Universo".

Il grosso pensa invece a barcamenarsi, viaggiando da arie classiche ("Come le lacrime") sino a ballate rock ("L'eclissi" e "Niente di particolare"), e sfondando la porta della prevedibilità. Maggiore personalità fra i brani portanti la trovano solo "I duellanti" e "Laure", che pure non convincono, e mostrano in modo ancor più bieco come il formato (lievi pop-rock con fumo di classe e gusto insipido) non lasci spazio a variazioni consistenti.
E infatti sono proprio i contorni a brillare, come "Settembre", con le sue decisioni, le sue inquietudini, i suoi synth e la linea che ricalca "Volo in deltaplano" (uno dei pezzi più introversi di "Nido"). Come "Conosci", recitato su archi, che regala anche uno dei rari sussulti a livello di testi ("Conosci i miei occhi quando guardano verso di te, i giorni normali senza un gesto da ricordare. Conosci i miei occhi quando guardano lontano da te, i particolari delle mani che non so curare"), per il resto persi in un racconto di coppia, amore e problemi alquanto banale ("Ma non c'è niente di particolare, a parte il fatto che mi manchi. E non c'è niente di particolare, vorrei essere con te").

Scavalcando la fantasia eccessiva del suo recente passato, la Donà fa il giro completo fino a ingrigirsi del tutto il vestito. L'atteggiamento alienante della produzione e gli stretti argini di un mezzo espressivo inadatto ne cancellano ogni guizzo vitale; al punto che finalmente anche il suo nome potrebbe far breccia negli spazi dei soloni incappottati e imbolsiti dai loro anni di militanza pseudo-critica.

(18/06/2007)

  • Tracklist
  1. Settembre
  2. Universo
  3. L'eclisse
  4. I duellanti
  5. Migrazioni
  6. Come le lacrime
  7. Niente di particolare (a parte il fatto che mi manchi)
  8. Laure (il profumo)
  9. Non sempre rispondo
  10. Conosci
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