Kemialliset Ystävät

Untitled

2007 (Fonal) | avant folk

Quando la creatura di Jan Anderzèn si palesò, qualche anno or sono ormai, portò indubbiamente una ventata d'aria fresca nel panorama delle musiche (diremmo) avant, anche perchè ciò coincise con l'avvento del forest folk, di Fonal Records, e di tutta una serie di istanze che ebbero il merito di palesare un rinnovato punto di vista, esotico quanto si vuole, su un determinato modo di approcciare la materia. Di li a poco l’attenzione dei principali media di settore che misero sotto  i meritati riflettori quella scena, la nascita delle solite fanzine, webzine etc, ma soprattutto una manciata di album davvero notevoli, sospesi tra gusto per la psichedelia d’antan e un certo post-rock dream oriented.

Sarò sincero, di tutta la ciurma, Kemialliset Ystävät sono quelli che più hanno solleticato le mia curiosità. Non so perché di preciso, sarà forse per l’indecifrabilità del suono o che, tuttavia ascoltarne le evoluzioni è come viaggiare in un what if alternativo, ricolmo di simbologie ancestrali. Si insomma, abbandonarsi all’indefinito, al trascendente, e con ciò non intendo risvegliare fantasmi new age. Ci siamo capiti vero? Comunque sia, il 2007 porta con sé - oltre alla ristampa vinilitica di "Alkuhärkä" su Beta Lactam-Ring - un nuovo disco, “Untitled”. Senza titolo quindi, senza padri o rimandi la musica ivi contenuta, perché come ogni  lavoro della comune finlandese, anche quest’ultimo sembra voler costruire attorno a se un universo completamente autoreferenziale, dove ogni singola nota rinvia a nessun altro che non sia se stessa. Non un calembour stilistico, forse solo la consapevolezza del proprio talento.

Tutto ciò comporta però un problema, che qui si mostra in tutta la sua forza, ovvero un suono che poco si apre a contributi esterni, e che rischia di reiterarsi all’infinito secondo le consuete modalità. "Untitled" sconta per l'appunto il rimuginare sui medesimi temi, sul mischiare folk, elettronica, sull’incedere ipnotico, sull’oscurità, sulle marce da funerale, insomma su di un armamentario semiologico che gli appassionati del collettivo conoscono a menadito. Intendiamoci, il disco è comunque buono. Si richiede tempo, pazienza e ascolti ripetuti per apprezzarne appieno le qualità, ma alla fine le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare. Solo la piccola delusione di un estimatore speranzoso come il sottoscritto, che forse attendeva qualcosa di diverso.

(14/06/2007)

  • Tracklist
  1. He Tulivat Trivaan Ääristä
  2. Lentävät Sudet
  3. Tulinen Kiihdytys
  4. Näkymättömän Hipaisuja
  5. Solusyke
  6. Superhimmeli
  7. Merkkejä Iholla
  8. Himmelimenetelmä
  9. Valojuopot
  10. Kokki, Leipuri, Kylvettäja Ja Taikuri (Enna 132 Eaa.)
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