Suishou No Fune

I Throw a Stone Into the Endless Depths

2007 (Sloow) | psichedelia

Insieme con Miminokoto, LSD-March, Aural Fit e Up-Tight, gli Suishou No Fune (“nave di cristallo”) sono una delle migliori realtà della nuova psichedelia giapponese. Pirako Kurenai, Kageo (entrambi chitarra e voce) e Tail (batteria) suonano una musica essenzialmente minimale, costantemente sottratta, però, al suo piccolo recinto in grazia della forza debordante dell’improvvisazione. A più riprese, infatti, i vari nuclei tematici si perdono/disperdono in nubi lisergiche, dentro profondità tumultuose, lungo cunicoli spazio-temporali. Charalambides, Fushitsusha, John Fahey, Kousokuya, Grateful Dead: tutto fuso in un blocco polimorfo, mutevole e mutante, sempre un gradino oltre la semplice rilettura calligrafica, nonostante le apparenze.

Nei tre lunghissimi brani di "I Threw A Stone Into The Endless Dephts" si consuma l’ennesimo rituale “infinito”, l’ennesima magia di un suono “sconfinato”. Le dissonanze sparse coagulano lentamente attorno a un nucleo tematico e “I Descent Into The Oasis Of Your Eyes” può così intraprendere una lenta marcia di avvicinamento al tempio Fushitsusha, versione acid-ballad , come se gli Slowdive più indolenti rifacessero i Galaxie 500, tra iridescenze “Dark Star” che, di volta in volta, mostrano tutto l’accecante bagliore del fuoco eterno. L’ambient radiale che apre “Endless Descent” prelude allo smarrimento, più annunciato che pienamente manifesto. Vacuità e dissoluzione, in un gioco di sottrazioni continue, di non-detto sedimentato. Come un raga panoramico e “mentale”.

Una cattedrale di riverberi, voci smarrite, crescendo drammaticamente intensi: “Everything Will Turn To Sand” è musica sparsa nel vuoto, come pietre, per l’appunto, negli abissi scagliate, senza la minima possibilità di conoscerne il fondo. E’ il disordine che rigenera. Una palingenesi fatta anche di catastrofi elettriche che invocano il fantasma di Mizutani e dei suoi Les Rallizes Denudes. Poi, gli spazi si diradano, la voce mormora lontana, ma familiare; gli accordi cristallizzano sensazioni e scardinano finalmente la tensione. Ma è, invero, un crollo perpendicolare a sigillare il viaggio, come un ultimo lampo prima del buio.

(21/02/2007)

  • Tracklist

1. I Descent Into The Oasis Of Your Eyes
2. Endless Descent
3. Everything Will Turn To Sand

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