Andrea Liuzza

Melancholia

2008 (Home Editors) | pop-rock, songwriter

Sono canzoni fragilissime quelle contenute in “Melancholia”, secondo album del venticinquenne cantautore veneziano Andrea Liuzza; canzoni legate a quel particolare stato d’animo, chiamato melanconia, che porta con sé tristezza e languore interiore. Grandi maestri della pittura, quali  Albrecht Durer e Giorgio De Chirico, hanno provato a immortalare la melanconia in un’immagine che potesse esserne il simbolo, che potesse rappresentarne l’umore. Con questo album, ci prova anche Liuzza a tratteggiarne un ritratto, non con tavolozza e pennelli, ma con chitarre distorte, pianoforti carezzevoli e gradevoli melodie.

Certo, il risultato non sarà memorabile come quello dei capolavori dei due pittori sopra citati, ma ci sono momenti di grande suggestione in questo disco, che si divincola, anche grazie all’uso della lingua inglese per i testi, da buona parte degli usurati stilemi dell’indie-rock italico.
L’album, infatti, si muove lungo coordinate che portano a un  pop-rock, di ascendenza anglo-americana, tanto aspro nella componente chitarristica quanto serico nelle melodie vocali (“Melancholia” e “Birdie”).

Spesso ci si trova dinnanzi a tenui ballate a cuore aperto, tanto da riportare alla mente, non tanto nel sound quanto nel mood, gli Sparklehorse più intimi (“I Kissed Alice”) o i Radiohead di “Street Spirit” (“Pink Rabbits Are Always Happy”). Liuzza, dimostrandosi artista duttile stilisticamente pur rimanendo fedele alle atmosfere autunnali che pervadono l’album, si concede anche qualche capatina in territori più ossessivi (“Wolf”, una sorta di boogie infermo che rimane il brano migliore del lotto), e talvolta lugubri (gli arpeggi di chitarra e i fraseggi d’organo di “Sick”).
Come si è potuto notare anche i titoli delle canzoni, nonché i testi, contribuiscono a creare un clima nostalgico, se non disperato (“I Miss You Forever” è un titolo esplicito in questo senso). Per rendere l’idea basta citare la voce delicatamente infantile che all’inizio del disco, nel brano “Born”, sussurra frasi quali “This is not my place/ This is not my life/ This is not my voice” mentre, con leggeri tocchi di piano, Liuzza disegna la sua personalissima versione della “melancholia”.

(29/08/2008)

  • Tracklist
  1. Born
  2. Malancholia
  3. Birdie
  4. I Kissed Alice
  5. Sick
  6. Pink Rabbits Are Always Happy
  7. Wolf
  8. I Miss You Forever
  9. Unborn


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