Silver Ray

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2008 (Brokenhorse) | post-rock

Quarto album per il trio di Melbourne, che proclama attraverso le pagine di Myspace un sound post-rock legato alle arti visuali, al cinema, al  teatro, con innesti di popular music.
Dopo il tour con Nick Cave e tre anni abbondanti di lavorazione, “Homes For Everyone” concretizza in forma più stringata la musica del gruppo con brani più brevi rispetto ai precedenti lavori.
Musica evocativa e cinematica, molto romantica, che non trascura il patrimonio rock australiano, anzi, se ne impossessa cercando di evitare leziosità e ingenuità tipiche della musica strumentale.
L'esito, tuttavia, lascia spesso spazio alla noia. La sensazione è che il gruppo voglia esibire in modo troppo convinto una filosofia sonora che altri hanno concretizzato con maggiore verve, la scrittura è a tratti debole e il sound un po’ "garage" toglie intensità ai momenti più delicati.

“You Know The Truth” apre in modo pasticciato con un rock strumentale privo di direzione, mentre le escursioni romantiche di “Larisa” centrano il bersaglio con melodie accattivanti, arrangiamenti poco leziosi e il trio che suona come una piccola orchestra. Sul fronte opposto, “Piglet” eccede nel melenso e nel kitsch, mentre “Prove It, Don Quixote!” evidenzia altri limiti del gruppo: la prevedibilità armonica e il tono stucchevole di alcuni interventi di tastiere (Julitha Ryan è senz’altro l’anello debole del trio, come dimostra anche il falso minimalismo di “Reunion”).
Non mancano, tuttavia, i buoni episodi: “Not Far To Go” è un brano dream-pop che farà impazzire qualsiasi fan dei Blue Nile, "12 Miles" è una ipnotica ballad con sprazzi noise, mentre “Streets Of Melbourne” ricorda troppo l’anima più melodica di Nick Cave e risulta prevedibile, così come la title track, che chiude un album realizzato con eccessiva autoindulgenza.

L’Australia ha prodotto in abbondanza grandi musicisti, ma dispiace dover constatare che i Silver Ray, pur proponendo alcune cose pregevoli, hanno mancato il bersaglio. Un romanticismo stucchevole e sonorità prevedibili smorzano l’attenzione, suscitando la fastidiosa sensazione di avere a che fare con un disco di Steven Slacks. Migliori vibrazioni australiane le troverete nei conterranei Green Mist  e nel loro recente album “Next Step Antartica”.

(04/09/2008)



  • Tracklist
1. You Know The Truth
2. Piglet
3. Prove It Don Quixote
4. 
Reunion
5. Not Far To Go
6. 
Larisa
7. Trail Of Deception
8. 12 Miles
9. Streets Of
Melbourne
10. 
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