Barn Owl è un duo californiano composto da Evan Caminiti e Jon Porras e responsabile di una psichedelia in
slow-motion dai vaghi accenti
bluesy.
Un
sound, il loro, che ha in un'America immaginaria la sua ragion d’essere, il suo nucleo ispirativo originario. Divisi tra sintetizzatori, chitarre acustiche, percussioni, pianoforte, armonica e harmonium, Caminiti e Porras propongono, in “The Conjurer”, due lunghe escursioni che, nel loro incedere estatico, s’imbattono, naturalmente, in ipotesi d’Oriente trasfigurato.
Così, la lenta parata di
desert music di “Into the Red Horizon/ Across The Deserts Of Ash”- come gli
Earth di “
Hex, Or Printing In The Infernal Method” ammansiti da ulteriori sostanze psicotrope – sprofonda in un baratro di
ambient crepuscolare, di nubi mentali che lambiscono vette di pura introiezione spirituale.
Più propensa a riallacciare rapporti con la
roots-music, “Procession of Golden Bones/Ancient of Day” lavora, invece, intorno all’idea di un’
american primitive guitar che confluisce in una solenne
trance sciamanica, prima che il pianoforte riordini le idee e ristabilisca una certa razionalità in mezzo a tanta proliferazione di oscure visioni di mondi paralleli.
Per quanti amano certe sonorità, “The Conjurer” è certamente disco affascinante e finanche capace di buone vibrazioni, nonostante la sua essenza sia profondamente intaccata da una visione angosciosa dell’esistenza.