Crystal Antlers

Tentacles

2009 (Touch And Go) | psych-rock

Dopo un intenso Ep preparatorio (prodotto da Owens dei Mars Volta nel 2008), il sestetto dei Crystal Antlers produce il full-length di debutto “Tentacles”, con cui cerca di riprendere il discorso dei Comets On Fire, ma spogliandolo dei sovratoni mistico-spirituali e rendendolo perciò ancor più anacronistico.

Il trattamento della tastiera vintage a cura di Victor Rodriguez in ogni caso porta con sé doni mefistofelici, come nel preludio di “Painless Sleep”, per organetto minimalista, sincopi martellanti e chitarre solenni, nella fanfara isterica di “Your Spears” (dei Comets On Fire debordanti nel festaiolo) e nel sontuoso strumentale di “Vapor Trail”, un ralenti quasi cosmico riecheggiante i Pink Floyd di “A Saucerful Of Secrets”.

 

L’indecisione stilistica, tutta passatista e pure avvolta da una torbida membrana di suoni a bassa definizione, fa assomigliare la collezione a un collage di demotape. Non solo, diversi brani si collegano a varia distanza tra di loro; i momenti Doors-iani di brani come “Time Erased”, “Swollen Sky” e nello sballo lisergico ad effetto di “Glacier” sono intervallati da passi Broadway e saltarelli ternari. Nonostante l’umore granitico, “Andrew” suona genuinamente hippy (con cambio di tempo trionfale e roboante), e brani come “Dust” e “Memorized” richiamano degli Iron Butterfly esasperati, persino afoni. A spiccare sono anche slam-dance con foga punk, multiformi da far pensare al rock progressivo dei primordi (“Tentacles”), e nuovi tributi Floyd-iani alla “Careful With That Axe” in lo-fi, come nella prima parte di “Until the Sun Dies”.

Un altro momento Doors-iano spetta alla vignetta psichedelica di 7 minuti di “Several Tongues”; annunciata da una stasi di organo lampeggiante, la piece è trafitta dalle urla del vocalist, quindi una batteria insistentemente ribattente lo fa detonare, fino a fargli acquistare sovratoni free-jazz e sembianze da possibile finale alternativo della “The End”; infine, la voce riconduce tutto a marcia sardonica.

 

Disco-emblema del più inglorioso decorso della quasi trentennale vicenda Touch And Go, ormai più presa dalla recessione mondiale che dalla musica rock, l’opera prima del gruppo di Long Beach vince quando manda in orbita il revival, per quanto gnaulante, baroccheggiante o anche articolato (non difficile), e precipita quando si crede in qualche modo autoriale. E’ conteso, per intero (compresa la produzione a cura degli stessi membri, che l’hanno registrato a San Francisco su un due piste giocattolo), tra dilettantismo inetto e propensione alla durezza garage, senza esagerare, ma con un gaudio che s'assorbe tutto d'un fiato. A vuoto l’hype di critica e pubblico che ne ha accompagnato l’uscita.

(08/04/2009)

  • Tracklist
  1. Painless Sleep
  2. Dust
  3. Time Erased
  4. Andrew
  5. Vapor Trail
  6. Tentacles
  7. Until the Sun Dies (Part 1)
  8. Memorized
  9. Glacier
  10. Foot of the Mountain
  11. Your Spears
  12. Swollen Sky
  13. Several Tongues
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