Fredo Viola

The Turn

2009 (Because music) | pop-surf-psych-visual

Prima di raccontarvi di “The Turn” esordio discografico di Fredo Viola, è necessario introdurre il personaggio, preferisco farlo però con le parole del diretto interessato: "Sono nato a Londra e ho trascorso i miei primi cinque anni di vita in Inghilterra e a Roma, dopo di che la mia famiglia si trasferì a New York, Los Angeles, dove ho trascorso gran parte della mia adolescenza cantando come soprano e poi studiando arte, infine mi sono trasferito a New York frequentando la NYU Tisch School of the Arts. Ho studiato per fare il regista, durante questo periodo ha scoperto la musica di Bartok, Shostakovich e Stravinsky, che ha avuto un effetto immenso su di me, sviluppando una passione per Benjamin Britten, Mozart e Bach. Poi ho incrociato la fantasia e l’eclettismo attraverso l’ascolto di Belle e Sebastian, Boards Of Canada, Amon Tobin, Joni Mitchell, Biff Rose, Harry Nilsson, Harry Nilsson (sì, ancora una volta, io lo amo così tanto!) e Odetta. Grazie alla progettazione e all’editing pubblicitario (per l’Oreal soprattutto, ndr) ho realizzato uno studio casalingo di registrazione. Nel 2004 una delle mie canzoni è stata utilizzata per il film 'The Manchurian Candidate' di Jonathan Demme. Poi ho fatto il mio primo video 'The Sad Song', che è stato un bel colpo sulla rete. Ho ricevuto e-mail da Roger Ebert, Massive Attack, Neil Gaiman, ABC News Now, e dal regista Mike Binder. Ora ecco il mio primo album".

Ed eccolo, il primo album di Fredo Viola, un cd e un dvd che s’intrecciano al punto che sembra che la musica suggerisca immagini e che i video contengano più musica di quella che si ode, un album che esprime un’idea della musica e dell’arte visuale originale e accattivante, “The Turn”: la voce evocativa di Fredo si moltiplica, si modifica, creando sequenze armoniche dal fascino ambiguo.
La voce, insieme all’uso del software Logic-Pro, mette insieme un mix straniante di canti gregoriani, Beach Boys, Brian Eno, Beatles, Sigur Ros raggiungendo spesso risultati originali. La parte visuale applica tecniche di cluster che mantengono l’effetto sorpresa nonostante la ripetitività delle soluzioni. L’insieme rivela un talento destinato a interessanti sviluppi.

Geniale, ma a volte anche amabilmente irritante, Fredo Viola. Il suo album contiene comunque alcuni piccoli gioielli che non potrete ignorare: l’iniziale “The Turn” è un ammaliante incrocio tra gospel e surf con il più contagioso riff vocale degli ultimi anni (pirà pirà pi po' pom-pira pom), solo voci, handclap e piccoli inserti elettronici per un’atmosfera quasi elegiaca, ipnosi pura. “Red States” è puro pop anni 60: armonie che si incrociano con malizia su ritmi e suoni elettroacustici, con assolo di flauto traverso e swinganti performance strumentali e vocali. “Robinson Crusoe” è invece una novella “St Elmo's Fire”; le arie vocali e strumentali virano al classico mentre i trattamenti elettronici sdrammatizzano con ironia e brio, le sonorità minimali diventano grandiose in un gioco armonico che rende il tutto eccentrico e giocoso.

Pur se sbalorditi da tale genialità, non possiamo non registrare alcune perplessità: a volte la dissonanza tra i brani succitati e le tracce più oscure disorienta, i numerosi pezzi vocali si apprezzano maggiormente attraverso i video, ma tutto questo indica solo che il percorso di Fredo Viola non è ancora completo.
“Puss”, “The Original Man” e “Moon After Berceuse” ripercorrono i sentieri degli intrecci vocali e di tecnica visiva cluster con piccoli sprazzi di genio, ma con “The Sad Song” la ricerca vocale e visuale si materializza in un brano ricco di suggestione melodica: lo stupore si sottrae alla ragione ed è di nuovo estasi armonica.
L’asse della ricerca si sposta verso i suoni nell’ottima “K Thru 6”, tra delicati inserti elettronici, prepared–piano e guizzi ambient, anche “Death Of A Son” si articola su suoni più elaborati, con cambi tonali e armonici molto interessanti, trame sonore di folk irlandese, canti madrigali e armonie nordiche s’incastrano con voluttuosa malinconia.
La conclusione dell’album è affidata a una delle canzoni più complesse: “Umbrellas” è una piccola mini-suite, sonorità da jazz-club, spunti progressive, folk, musica operistica, cori beat, elettronica dream-pop, gospel, canti gregoriani assemblati in un unicum di rara bellezza.

Tra i video merita una segnalazione particolare, la stupenda versione di “Silent Night” realizzata con Nils Christian Fossdal, le voci realizzano la suggestione natalizia per poi inserire ritmi e immagini dal taglio contemporaneo e metropolitano che rileggono la tradizione ma ne mantengono l’incanto. Tutti i video presenti nel dvd accluso e quelli disponibili sul suo sito catturano l’attenzione: con minimi frammenti visivi replicati con la tecnica del cluster, Fredo scompone alcune performance e le rielabora nel tentativo, riuscito, di coinvolgere l’ascoltatore nel processo creativo.
“The Turn” è un album geniale e a tratti volutamente eccessivo, ingombrante e forse irritante, ma qui c’è una idea della musica e dell’arte visuale che non può essere sminuita o ignorata; Fredo Viola rappresenta un evento per l’avanguardia musicale americana, esce dalle gabbie dell’intellettualismo per incrociare una ambigua normalità, musica e immagini che tra colpi di genio e apparente banalità descrivono una dicotomia seducente. Geniale.

P.S. Oltre alle differenti versioni di alcune edizioni video, segnalo che la prima stesura del disco prevedeva una differente tracklist, le canzoni escluse sono distribuite sui due cd-single che hanno anticipato l’uscita dell'album, in alcune recensioni si fa riferimento alla prima tracklist, ma non esiste nemmeno un promo con tale sequenza.

(21/08/2009)

  • Tracklist

CD


1. The Turn (A Pagan Lament)

2. The Sad Song
3. Friendship is...
4. Red States
5. The Original Man
6. Risa
7. Robinson Crusoe
8. K Thru 6
9. Moon After Berçeuse
10. Puss
11. Death of A Son
12. Umbrellas


DVD


1. The Sad Song

2. The Turn

3. Silent Night

4. The Turn (ghost-cluster)

5. Test Of Friendship

6. Moon After Berceuse

7. Puss

8. Moon After Berceuse (cluster) 

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