Loren Mazzacane Connors

The Curse of Midnight Mary

2009 (Family Vineyard) | blues, improv

Sarà andata così…
Dopo aver riascoltato per l’ennesima volta alcuni dei suoi dischi blues preferiti, Loren Mazzacane Connors avrà pensato bene di registrare una specie di ode in memoria dei grandi cantori della nostalgia e della tristezza.

“The Curse of Midnight Mary” ha, così, proprio l’”aspetto” di un vecchio 78 giri degli anni Venti-Trenta, in cui il musicista mette a nudo l'anima dialogando senza pudore con la sua chitarra acustica.
Insomma, immaginando di poter spostare le lancette dell'orologio all'indietro, il buon Loren si tramuta in un bluesman del Delta, con tanto di registrazione “sul campo”, tra mugolii a là Blind Willie Johnson, disperazione (?) introiettata e fraseggi acuminati e metallici.

Peccato per lui, però, che la cosa risulti essere tanto inutile quanto fasulla, nonostante il tentativo di agitare le acque con l’arma dell’improvvisazione e la “trance” vocale. Di brano in brano, Loren avanza, piuttosto, come un cieco che non ha mai conosciuto la luce e nemmeno riesce a immaginarsela, spesso sbandando clamorosamente come uno Jandek che ha alzato un po’ troppo il gomito.

Una rigida quanto sterile pratica calligrafica, insomma, con tanto di rumori naturali che entrano a far parte dello scenario, quasi che il brusio della vita (quella vera!) potesse salvarlo dalla mediocrità…
E, magari, quel cane che abbaia lontano in “Chant 1”, immediatamente consapevole di quanto stava accadendo, aveva già iniziato ad esternare tutta la sua disapprovazione dinanzi a cotanta pochezza.

(04/03/2009)

  • Tracklist

1. Chant 1
2. Chant 2
3. Chant 3
4. Chant 4
5. Chant 5
6. Chant 6
7. Chant 7
8. Chant 8
9. Chant 9

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