Pontiak - Maker

2009 (Thrill Jockey)
hard-psych-blues-rock

Con l'esordio "Sun On Sun" i fratelli Carney hanno subito dimostrato di essere ottimi musicisti, eccellenti compositori ma anche bravi vocalist, capaci di sottolineare il mistero delle liriche di Van Carney. Il secondo album, "Maker", non solo ripropone il loro mix di rock, blues, psichedelia e hard-rock, ma crea un'atmosfera più oscura e vigorosa che aumenta le caratteristiche stoner del sound, proiettandolo verso soluzioni temerarie.

Costruito intorno a una lunga composizione centrale che supera i quattordici minuti (la title track "Maker"), il nuovo album è composto da brevi composizioni di tre o quattro minuti che si incastrano in un unico flusso che non conosce cedimenti emotivi.
Una importante conferma per il trio della Virginia che ha sconvolto le notti di Julian Cope (loro grande fan), grazie a un lavoro composto tra le pareti di casa in una sola take, evitando sovraincisioni sviluppando riff e armonie in assoluta libertà e senza un'apparente direzione.

La title track sviscera nei suoi quattordici minuti una incredibile sequenza di riff, armonie, pause che trasportano l'ascoltatore dalla furia alla poesia fino alla narcosi emotiva, ottenendo un effetto trip naturale senza drug addiction: da sola giustificherebbe l'ascolto del disco.
Ma tutto quello che gira intorno è notevole: "Laywayed" e "Honey", tra sonorità hard-rock e psichedelia Nuggets, definiscono il versante più stoner del sound, mentre "Blood Pride" e "Aasstteerr" pagano il giusto tributo alle origini musicali dei Pontiak, sfoderando accordi blues e rock senza incertezze.
E' sorprendente come i due episodi più brevi siano così intensi: "Heat Pleasure" è oscura, plumbea, e sommerge l'ascoltatore con suoni hard a cascata e squarci taglienti di noise, mentre i settantatré secondi di "Headless Conference" sono pura follia sonora, che condensa furore, sgomento e poesia noir.

Mai ripetitivo, l'album offre sfaccettature poliedriche, così in "Aestival" il gruppo sposa il lato tenebroso di Nick Cave e la poesia di Bill Callahan inserendo nella delicata ballad acustica suoni estatici e furenti che sembrano uscire dalle pagine più rock dei Pink Floyd.
Ancora tre brani per perfezionare il viaggio sonoro dei Pontiak che omaggiano gli anni 70 in "Wild Knife Night Fight", poi esibiscono sonorità aliene ed energiche in "Wax Worship", per regalarci infine un gioiello di gothic-rock con una ballata, "Seminal Shining", che farebbe impallidire i Current 93 per il suo magico incastro tra acustico e gotico.

Tutto quello che "Sun On Sun" prometteva viene tradotto in realtà in questo eccellente nuovo capitolo di una delle migliori band americane degli ultimi anni.

24/03/2009

Tracklist

  1. Laywayed
  2. Blood Pride
  3. Wax Worship
  4. Headless Conference
  5. Wild Knife Night Fight
  6. Heat Pleasure
  7. Aestival
  8. Maker
  9. Seminal Shining
  10. Honey
  11. Aasstteerr

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