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Danza Meccanica

2010 (In The Night Time/ Mannequin) | synth wave, minimal, dark

Il progetto archeologico della Mannequin Records è partito da qui. Dalla prima edizione di quest'antologia, frutto all'epoca di una collaborazione con la In The Night Time - anch'essa etichetta romana dedita a sonorità post punk e wave.

La peculiarità di questo primo volume di "Danza Meccanica", e il motivo per cui è necessario riprenderla in mano e analizzarla, è l'identità che voleva sottolineare sin dall'inizio. La dicitura "Italian Synth Wave 1982-1987" che troviamo sotto il titolo è una potente dichiarazione d'intenti, che vuole puntare senza indugi in una direzione precisa, ristabilendo un'identità culturale, nazionale della scena wave. Uno scopo perseguito non attraverso le prevedibili raccolte di classici, dai facili connotati storici, ma ritrovando e riscoprendo con attenzione quasi maniacale (nella cura del suono, nel riportare l'originalità della registrazione) gemme nascoste nel corso del tempo, rimaste isolate in un'unica edizione in vinile o cassetta. Un tipo di ricerca che la Mannequin di Alessandro Adriani non ha mai abbandonato.

Ci troviamo così di fronte una scaletta che apre con i vicentini XNO e la rara "The Story Of The Death Boy": pezzo affascinante e dalle forti tensioni e inquietudini elettriche, ci apre un mondo notturno in lento e ineluttabile crescendo dark-wave. La crudezza del suono dei Vena fa da contraltare naturale, con la voce magnetica e distorta che risuona nelle minimali linee di basso, come un encefalogramma rotto. I due brani a nome Victrola formano invece un'atmosfera dalle sfumature confuse, fondendo modelli sintetici più oscuri e lineari a toni di più ampio respiro e dal gusto cosmico, chiudendo la loro tenue melodia in un flusso di bolle temporali.

Ben diversi i  toni stuggenti, decadenti e malinconici di Tommy De Chirico e di Janitor Of Lunacy (in procinto di ristampa sempre per Mannequin) che lasciano poi spazio all'epico synth-pop dei Monuments e alla coppia voce femminile/sax degli Intelligence Dept.
Di gemma in gemma, si passa infine a Lisfrank e ai Chromagain. Il primo costruisce una lenta, meccanica immagine di durezza marziale, sorretta da precise linee di drum machine e synth surreali; i secondi si fanno autori di una wave elettronica stranamente dancey e dal gusto melodico più pop.

Inutile parlare di riferimenti alla scena inglese, di Mute, 4AD o la Factory più sperimentale, i livelli di personalità e di creatività sono lontani da plagi o opachi citazionisimi.
La qualità delle tracce scelte si attesta su livelli altissimi e ci mostra un percorso estetico chiaro nella sua oscurità. Un viaggio nei sotterranei degli archivi che è appena agli inizi. Ma che ha già una buona guida.

(30/01/2012)

  • Tracklist
  1. Xno - The Story Of The Death Boy
  2. Vena - A Mortal Song In A Beautiful Sunday
  3. Victrola - The Mutant Glow
  4. Tommy De Chirico - Flower Into The Factory
  5. Carmody - Vulcani
  6. Janitor Of Lunacy - On The Dancefloor
  7. Monuments - Veiled Lady
  8. Intelligence Dept. - Loneliness
  9. Chromagain - Wake Up
  10. Lisfrank - Identity (Deep Version)
  11. Victrola - Behind The Door
  12. Tommy De Chirico - Close Your Eyes
  13. Janitor Of Lunacy - War Days
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