Gregory And The Hawk - Leche

2010 (Fat Cat)
alt-folk, folk-pop

A Meredith Godreau stavano probabilmente stretti i già lusinghieri paragoni che aveva attratto, da Drake a Cat Power; non poteva rassegnarsi a una più che dignitosa carriera di piccolo cabotaggio, a maneggiare i numerosi strumenti che è in grado di suonare, nonostante il valore delle sue precedenti uscite (ad esempio "Moenie And Kitchi", del 2008).
Con "Leche" tenta chiaramente la strada non della sperimentazione, come da più parti si è voluto osservare in quest'ultima uscita, ma della contaminazione pop - a volte, come nello sgradevole refràin iniziale di "Leaves" ("I (I)/Love (love)/The way you look at me (me)") e in tutto il testo, più che un divertente effetto di trasfigurazione parodica, tutto ciò che si avverte è un vago imbarazzo.

Oltre a questo, non solo l'atmosfera da favola nordica ("Geysir Nationale") e il timbro della Nostra, ma anche la scelta della strumentazione ("Landscapes") e l'impostazione di certi brani, cadenzati ad arte (come il bozzetto di "Hard To Define"), vorrebbero rievocare il successo della Newsom, volgendone la barocca medievalità verso una vezzosità onirica, in una riproduzione acustica del nuovo pop dreamy al femminile, sul genere St. Vincent o Au Revoir Simone.
Prevedibile, data la provenienza newyorkese, che la registrazione sia spesso sporca (ma non troppo): più un marchio di fabbrica, che una precisa stilistica, come nella riproduzione DIY del motivo drakeiano di "Puller Return". Più che la necessità di una crescita autorale, si avverte insomma in "Leche" la voglia di coinvolgere un pubblico più ampio - quello che magari non si accontenta di qualche canzone vera e propria, suonata in modo più tradizionale e dimesso, come se un certo mondo musicale dovesse apparire come un quartiere à-la page, prima di tutto.

Sottolineato questo, il disco risulta a tratti godibile: sprazzi della classe della quale la Godreau è comunque dotata si avvertono nel lieve cullare dell'iniziale "For The Best", nel precisamente teso accompagnamento. Spunti melodici che si ravvivano nell'abbandonato folk-pop di "Soulgazing" e nell'alt-pop di "Olly Olly Oxen Free" (una sorta di canzone à-la Pains Of Being Pure At Heart, per non allontanarci troppo, senza distorsione), senza mai andare oltre una sensazione fugace.
"Leche" è un disco che, per riassumere, si colloca ampiamente nell'ambito del gusto contemporaneo: piacerà magari a chi non può sopportare il tradizionalismo del movimento folk più duro e puro, lasciandosi dietro, però, più scontenti che soddisfatti. Della contemporaneità raccoglie infatti uno degli aspetti deteriori: l'inessenzialità.

Tracklist

  1. For The Best
  2. Landscapes
  3. Over And Over
  4. Soulgazing
  5. Geysir Nationale
  6. Frebeight
  7. Olly Olly Oxen Free
  8. A Century Is All We Need
  9. Leaves
  10. Puller Return
  11. Hard To Define
  12. Dream Machine

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