Au Revoir Simone

Still Night Still Light

2009 (Moshi Moshi) | alt-pop, synth-pop

Le Au Revoir Simone sono quello che si dice un gruppo di celluloide. Ma non nel senso di viscoso, artefatto o costruito a tavolino. Nel senso che ogni loro canzone è un rullo di immagini fantastiche che sembrano intrattenere un rapporto privilegiato con la Settima Arte. Non è un caso, quindi, che il nome che portano sia la trascrizione letterale di una battuta di Pee-Wee Herman in “Pee-Wee’s Big Adventures” di Tim Burton. E non è un caso che siano state adottate dal maestro Lynch per uno spettacolo alla Fondazione Cartier di Parigi, dove ha ricreato per loro il teatro di “Eraserhead”, che le loro canzoni siano state inserite nell’opera prima del suo pupillo Justin Theroux (quello che fa il regista del film nel film in “Mulholland Dr.” e l’attore protagonista del film nel film in “Inland Empire”) e in numerose e popolari serie televisive, come “Ugly Betty” o “Grey’s Anatomy”.
Ma le parentele si potrebbero estendere per induzione anche ai film di Sofia Coppola, la conturbante e castigata femminilità de “Il Giardino delle Vergini Suicide” o l’anacronistico intreccio sonoro di “Marie Antoinette” , o a “Donnie Darko”, visto il potenziale fiabesco, regressivo e adolescenziale del loro squisito intruglio di indie-pop per voci e tastierine Casio con ascendenze twee e synth, come dei Camera Obscura incrociati con le Ladytron.

Per questo terzo lavoro le tre pulzelle di Brooklyn (precisamente: Erika Foster, Annie Hart e Heather D’Angelo) hanno scelto di accentuare ulteriormente il loro cotè elettronico livellando le composizioni fino a ottenere un amalgama sintetico a tratti forse un po’ ripetitivo ma non privo di spunti interessanti. Fra ballo-malinconiche accelerazioni upbeat (“Tell Me”, “Anywhere You Looked” e l’ottima “Shadows” e “Night Wands”), levità da bedroom pop (“The Last One”, “Trace Line”), un gioiello di cantata ottantesca con accenni boulevardien come “Only You Can Make You Happy” e il madrigale pop-dub notturno di “We Are Here”; fra voci soffuse e cantilenanti che ordiscono filastrocche per bambine senza età, arabeschi di organo e pianole che pulsano intermittenti o all’unisono, le nostre costruiscono un'opera piacevolmente onirica e retrò, che tocca le corde della dolcezza senza trascurare (grazie anche a un sapiente uso dei bassi e della drum machine che tappa le falle di un suono fin troppo aereo ed etereo) palpitazioni motorie e atmosfere cinematiche.

(27/04/2009)

  • Tracklist
  1. Another Likely Story
  2. Shadows
  3. All Or Nothing
  4. Night Of Wands
  5. The Last One
  6. Trace A Line
  7. Only You Can Make You Happy
  8. Take Me As I Am
  9. Anywhere You Looked
  10. Organized Scenery
  11. We Are Here
  12. Tell Me
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