Metà dei magnifici
Natural Snow Buildings, Solange Gularte gioca in solitaria col progetto
Isengrind.
“Modlitewnik” (“libro della preghiera” in polacco) è, in ogni caso, perfettamente in sintonia con le esperienze della band madre, muovendosi con discreta maestria tra momenti più rustici e altri più marcatamente sovrannaturali. La perlustrazione del mistero parte da lontano, dai richiami ancestrali di “Night Dew Call” per giungere tra le selve paradisiache di “The Wild Host”. Le evocazioni musicali di Solange sono intrise di fascino, pregne di mitologia pagana e di umori terreni, anche se tutto è proiettato in una dimensione spirituale.
Un disco da vivere come un’esperienza, seguendo l’artista francese su coordinare
Fursaxa/
Grouper (“Und Immer Noch Gibt Es Freude”, la
title track), tra raga e folk in girotondi vaporosi, trasognati (“Ver Sacrum”), estasi cosmiche (“The Stellar Tree”), chitarre acustiche perse in sogni a occhi aperti (“Fire Flies”), mentre carovane inscenano danze rituali per ingraziarsi gli Dei (“Strigele Tanz”) e l’alba svela il suo arcano tra le praterie di una terra sconosciuta.
Il solito
artwork curatissimo (ad opera della stessa Solange) rende il vinile (rilasciato dalla Blackest Rainbow) un
must per tutti gli appassionati del duo transalpino. Per tutti gli altri, un ascolto soddisfacente ma non essenziale.